3 ottobre 2013 • 1 commento

A giro per le distillerie del Vicentino

Weekend in Italia

Finalmente trovo il tempo di postare le mie impressioni sul bellissimo weekend a Vicenza, alla scoperta delle distillerie di grappa. Non sono un’amante della grappa, ma mi è arrivato un invito da Made in Vicenza, un’azienda della Camera di Commercio, e ho deciso di accettarlo per saperne di più. Mi sono portata dietro mia mamma, vera esperta in fatto di grappe, per avere il parere di qualcuno che conosce la materia di cui si parla.

Il programma prevedeva la visita a cinque distillerie diverse, in occasione della manifestazione Distillerie Aperte, che si tiene da ben 17 anni. Lì per lì ho pensato, vista una, viste tutte. Invece no! Sono molto diverse l’una dall’altra. Forse l’unico elemento comune è il fatto che sono distillerie storiche, a gestione familiare, tramandate di padre in figlio, con passione, devozione e tanti sacrifici.

#1 La prima dalla quale abbiamo cominciato il tour è stata la Distilleria Poli.

distilleria grappa poli

La sua fama, la precede. Non avevo fatto a tempo a postare il mio arrivo sui vari Social Networks, che subito ho ricevuto tweet e commenti che alludevano alla personalità spiccata di Jacopo Poli. Che ci sia un forte lavoro di marketing, comunicazione e di divisione del lavoro, è evidente. Il Museo e la distilleria sono molto belli, con persone competenti che ti portano a giro, ti spiegano tutto il processo dettagliatamente (il famoso metodo discontinuo a vapore indotto a bassa pressione, con caldaie in rame).

distilleria poli dettaglio caldaia

Hanno un laboratorio, e diverse aree per tutte le fasi di produzione. Diciamo che fra le 5 è la più industrializzata. Pur mantenendo il fascino della lavorazione artigianale. Abbiamo preso parte anche a una seduta “spiritica”, ovvvero una simpatica degustazione alla cieca, con tanto di rievocazione dello spirito del vecchio Giobatta Poli. Se infatti l’attività “al pubblico” risale a tempi molto addietro, si deve a Giobatta Poli l’intuizione di aprire una locanda per accogliere i viaggiatori del treno (a Schiavon era appena stata inaugurata la prima linea ferroviaria), mettere un telefono (il secondo in assoluto!) e distillare grappa per gli ospiti. Tutto questo succedeva nel 1898.

#2 La seconda tappa è stata la Distilleria Schiavo.

marco schiavo grappe

E’ una realtà molto più piccola di quella di Poli, ma posso dire che Marco Schiavo, il giovane proprietario, erede della distilleria di famiglia, è altrettanto appassionato al suo lavoro. Ci ha mostrato il piccolo impianto con le caldaiette discontinue a vapore, in rame (per regalare un sapore migliore), da cui producono grappe di altissima qualità, anche grazie a una accurata selezione di vinacce monovitigno e alla decisione di “tagliare” molta testa e molta coda. L’azienda risale al 1887 e si è voluto mantenere uno stile retrò, diciamo pure vintage, anche nell’arredamento.

museo grappa schiavo

Da poco Marco ha aperto anche una saletta adibita a piccolo museo, non solo della grappa e di famiglia, ma anche del territorio. Tanti oggetti, libri, cartine conservati nelle bacheche, frutto di un lavoro certosino di recupero e catalogazione. Ci ha fatto assaggiare una grappa squisita e un liquore a base di prugne e mandorle, ancora più buono. Non ho potuto evitare di comprarli.

La sera del sabato abbiamo fatto un giro a Vicenza e siamo saliti sulla mervigliosa terrazza della Basilica appena restaurata. In cima hanno realizzato un bar molto scenografico, che consiglio di visitare. L’accesso è consentito a massimo 150 persone per volta, e vi danno un “mattoncino” per contare chi sale e chi scende.

terrazza basilica vicenza

Dopo la visita, siamo andati a cena in un posto molto originale, capace di abbinare ricette tradizionali a presentazioni più ricercate. Polenta con baccalà alla Vicentina, piccione, e altre specialità.

#3 La domenica mattina il tour è ripartito con la Distilleria LI.DI.A.

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Una distilleria a impronta femminile, a cominciare dal nome, che oltre a indicare Liquori Distillati e Affini, è il nome della nonna che fondò l’azienda. Oggi, dopo varie vicissitudini, l’azienda è arrivata nelle mani di Elena, e del marito, che con grande fatica, ma altrettanta convinzione, portano avanti la distilleria di famiglia. Anche in questo caso un prodotto artigianale, con declinazioni di vario tipo.

La dolce proprietaria ci ha accolto con dolci realizzati da lei stessa, a base di grappa! come ad esempio fichi immersi nella grappa e ricoperti di cioccolato bianco, e questa favolosa torta. Bello il packaging delle bottiglie con la E in evidenza.

#4 La quarta tappa è stata la Distilleria Dal Toso.

dal toso distilleria vicenza

Anche in questo caso il giovane proprietario è il discendente di un’azienda familiare, che dagli anni ’20, produce grappa. La differenza rispetto agli altri impianti è nella scelta dell’acciaio. Per il resto è tutto identico: l’uso di vinacce fresche, le produzioni in piccole quantità, la ricerca della qualità, la lotta per la sopravvivenza. Il complesso e anacronistico sistema di tassazione della grappa, con sigilli e funzionari che impongono stop forzati alla produzione, non agevola quello che dovrebbe essere un fiore all’occhiello per l’Italia.

dal toso grappa

Guardo le nuove generazioni (due bellissime gemelle dai capelli rossi) e chiedo chi proseguirà l’attività. Chissà. Speriamo non mollino, perché la grappa che ho assaggiato della Distilleria Dal Toso era eccezionale.

#5 Ultima visita la Distilleria Fratelli Brunello.

brunello grappa

Arriviamo e troviamo una bella famiglia ad aspettarci: fratelli, figli, cugini, amici. Perchè per loro “distillerie aperte è una grande festa“. Ci mostrano il vecchio impianto in rame (ormai, sappiamo tutto!), le vinacce, il magazzino sigillato – non si può parlare di grappa riserva se non è stata almeno 12 mesi in botti di rovere – e le altre sale. E poi c’è la parte con i prodotti tipici del territorio. Già, perchè dai fratelli Brunello non si parla solo di grappa, ma anche di riso, di marmellate, di vino, di polenta. C’è pure un piccolo spaccio con questi prodotti. A dimostrazione che la scoperta di un territorio non può procedere a compartimenti stagni, ma ha senso se fatta congiunta.

spaccio prodotti vicentini

La distilleria, che risale al 1840 (è la più antica distilleria artigianale in Italia), è di fianco a un ristorante storico: la trattoria Culata. Ottimo esempio di cucina regionale eccezionale. La domenica sarebbe chiusa, ma ci fanno preparare lo stesso un risotto al baccalà apposta per noi. Divino, mai sentito qualcosa di così buono. E poi la soppressa, il formaggio di Asiago, il Tai Rosso e i dolci tipici vicentini, come la ..”gatta”!

A conclusione di questa favolosa ospitalità a tutti i partecipanti viene regalata una bottiglietta di grappa ricordo (ne fanno una ogni anno, e c’è chi le colleziona!). Ah, questa distilleria ha pure una area dedicata all’accoglienza. Buono a sapersi se uno vuole tornare in visita, giusto?

distilleria fratelli brunello

Quel che ho capito da questo tour nelle distillerie.

Innanzitutto pensavo che la grappa non mi piacesse. Oggi ho scoperto che ci sono tantissime varietà e alcune sono davvero buone. C’è un abisso fra quelle assaggiate in questi 2 giorni e quelle industriali, da supermercato.

le migliori grappe artigianali

Purtroppo rispetto agli anni d’oro, la grappa oggi vive un periodo di crisi. E’ un peccato dal momento che il lavoro che viene fatto in questi luoghi è impressionante. Gente che lavora pesantemente, anche di sabato e domenica, per garantire un prodotto di qualità, seguendo tradizioni di famiglia decennali, se non secolari. Andrebbero difesi, incoraggiati, finanziati!

Ho avuto modo di parlare con molti di loro, e chiedere quanto la volontà di portare avanti l’attività di famiglia sia stata una scelta e quanto un’imposizione. Ognuno ha una storia diversa alla spalle, a volte di ribellione e fuga, a volte di senso di appartenza e orgoglio. Sono storie belle, meritano di essere ascoltate. Se ci andate, fate qualche domanda. Dimostrate interesse. Ne vale la pena! E assaggiate le numerose grappe.

Distillerie Aperte dura fino al 6 ottobre.



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