14 dicembre 2014 • Nessun commento

Ancora Berlino

Viaggi in Europa

Oggi pubblico un racconto di Francesco Sorelli, un amico che è stato più volte a Berlino e la racconta in modo così bello, che gli ho chiesto di poter condividere queste sue parole, con voi lettori del blog. Anche io ho potuto constatare nei vari anni come questa città ogni volta riveli aspetti diversi, e si rinnovi al punto da non sembrare più la stessa. E anche io credo di esserci stata per la prima volta intorno al 2005. Ci sono tornata nell’estate del 2014 e ho trovato un’altra città. Ecco cosa dice invece Francesco.

Berlino sotto la neve

La mia prima volta nel 2005. C’era la neve ad Alexander Platz. La condensa di umido dentro la cupola del Reichstag. Intriso del punk dei CCCP, mi emozionavo lungo le vie ordinate del socialismo sovietico della sepolta DDR, fra Pankow e lo Zoo, le vestigia colorate dell’East Side Gallery e dei progetti degli archistar. Il Bauhaus su cui spesso poggiavamo il sedere. Dormivamo dentro una palestra seminterrata convertita a scuola per batteristi e poi in appartamento e il giorno esploravamo i pertugi bui dell’est fino ai quartieri industriali sulla Sprea ghiacciata, dove ci aspettava Molecola Man, le luci del capitale di Potsdamer Platz, le civiltá sepolte nel Pergamon Museum, il benessere del KaDeWe – con la mia prima degustazione di icewine -, lo stinco con la birra per prendere un po’ di caldo e il terribile currywurst.

E ovunque il design, le idee, i lasciti musicali (i mitici Hansa Studio di Lou Reed, David Bowie, i Depeche, di Achtung Baby…), gli spunti artistici, le idee applicate. Per me colpo di fulmine sociale, architettonico e urbanistico assoluto che non ha conosciuto tradimenti. Soprattutto la realizzazione, finalmente, del concetto di polis. Liberismo nel rispetto: ricordo guardavamo con curiosità gli strumenti di piacere venduti al supermercato. Le grandi vetrate delle case senza tende rilevavano espressioni così originali e creative del proprio spazio privato da farmi nascere una passione che ancora oggi vive per l’interior design.

berlino con la neve

E’ un amore che ho coltivato a distanza innamorandomi di film come La Caduta, Le vite degli Altri o GoodbyeLenin, fra i tanti recenti meandri bui della sua storia, delle guerre, del muro, peraltro raccontati meravigliosamente nel Museo della Civiltà Tedesca, ammirato lo scorso anno.

Ci sono tornato spesso a Berlino. E ogni volta ho avuto la sensazione di essere tornato in una città nuova. L’aeroporto che ci accolse la prima volta é ora un parco. L’Hauptbanhof era un cantiere. Stanno ricostruendo il Berliner Schloss, l’Unter Den Linden sta aprendosi per una linea della metro.

Si, ne sono stregato ed é stato un piacere in questi giorni farsi intridere del modo berlinese di concepire la comunicazione e direi la cultura (aperto, non gerarchico, laico e interesperenziale) alla Quadriga, proprio a pochi metri da Babel Platz, dove non molto tempo fa si sono bruciati dei libri. A presto Berlino, questione di mesi e ci rivedremo. Questa volta non sono neanche riuscito ad andare al mio ristorante sichuanese preferito…

Grazie Francesco, condivido molto di quello che hai scritto, soprattutto quando dici: ci rivedremo!



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