27 ottobre 2017 • Nessun commento

Bressanone e Abbazia di Novacella

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La mia famiglia è molto legata a Bressanone, piccola cittadina in Alto Adige: mio padre e mia zia ci hanno vissuto parte della loro infanzia e per molti anni la gita a Bressanone, dalla mattina alla sera, era uno dei “must” ogni qualvolta mi recavo in zona. Si sprecano i racconti e gli aneddoti sui loro giochi da bambini, dalle pattinate sul laghetto ghiacciato, alle rocambolesche escursioni sulla Plose. Posso solo immaginare lo “shock”, anche solo termico, di mia nonna che dall’Umbria arrivò qui negli anni ’50, con una lingua diversa, un clima rigido e tradizioni così lontane da quelle del Centro Italia. Ma tutto sommato, forse è proprio per questo che, quando passeggio fra le strade di questa deliziosa località, nonostante la forte impronta tedesca, respiro un po’ di aria di casa.

Bressanone è una cittadina piccola, poco più di 21.000 abitanti, che si può visitare comodamente in giornata. Certo, se uno dispone di più tempo, ci sono cose da fare anche nei dintorni, a seconda della stagione: dalle terme, alle degustazioni di vino, a tutte le attività sportive sulla neve.

Ma anche nella mezza stagione, con una giornata un po’ grigia come è capitato a noi, ha il suo fascino. E’ piacevole passeggiare lungo i portici, ammirando le insegne dei negozi, i bei palazzi e magari fermandosi di tanto in tanto a mangiare una fretta di strudel o Sacher torte.

E’ presa d’assalto durante il periodo natalizio per i Mercatini di Natale. Sebbene non siano, a parer mio i più belli dell’Alto Adige, gli preferisco quelli di Bolzano, posso capire che piaccia.

La piazza del Duomo così particolare, le dimensioni ridotte del centro storico, e i portici illuminati, la rendono una destinazione ideale per tutti coloro che sono alla ricerca della classica atmosfera natalizia, che si respira nei paesi del Nord.

Ecco ora un’idea di cosa vedere in una giornata a Bressanone.

Bressanone: piazza Duomo

Suggerirei di cominciare la visita dalla piazza del Duomo. Anche se una volta era più bella, con gli alberi in mezzo alla piazza, ancora oggi rivela un certo fascino, grazie anche alla presenza imponente del Duomo, con la sua facciata davvero unica, per via delle due torri campanarie gemelle.


Il Duomo di Maria Assunta è una Cattedrale della metà del decimo secolo, ricostruita in stile romanico dopo l’incendio del 1174, e riedificata in forme barocche fra il 1745 e il 1754. Le torri sono del dodicesimo secolo.

All’interno si fanno apprezzare gli affreschi di Paul Troger e i candelabri in vetro di Murano,


Da visitare il chiostro con i bellissimi affreschi realizzati fra il XIV e il XV secolo. La pianta originale del chiostro risale al X secolo, ma le volte gotiche sono del XIV secolo. Lungo tutto il chiostro sono presenti i vari monumenti sepolcrali dei vescovi.

Anche mio figlio di 2 anni ha dimostrato di gradire la visita del chiostro!

 

Hofburg

Usciti dalla chiesa, si può fare un salto al Palazzo Vescovile (Hofburg) e il Museo diocesano, che ha visto un riallestimento e ammodernamento negli anni Duemila.

Hofburg – Da vedere gli appartamenti vescovili e imperiali, e la cancelleria aulica con fregi araldici.

I principi vescovi di Bressanone fecero costruire nel XIII secolo un castello e una città fortificata, poi dal 1600 si aggiunsero il cortile interno. Dal 1706 ci fu una ristrutturazione barocca di tutto il palazzo: furono costruite la cappella vescovile e l’ala degli imperatori con le stufe in maiolica e molte sale furono arricchite di decorazioni, arazzi, stucchi. Venne persino decorata una saletta in stile cinese, come voleva… la moda del momento!

All’interno del cortile è stata installata a fine 2016 una fontana di Franz Kehrer.

Accanto al palazzo vescovile c’è anche un giardino di impianto rinascimentale allestito nel 1570, ripristinato nel 1992 come “orto giardino”, è oggi aperto al pubblico. Lo costeggia un tratto di mura medievali.

Museo Diocesano – Fra le tante cose da vedere, è molto reclamizzata la mostra dei Presepi, una delle più grandi collezioni in Europa. Ma ovviamente dentro al museo ci sono ben altre opere di pregio: sculture lignee medievali, crocifissi romanici, Madonne del Duecento e successive, quadri rinascimentali tirolesi e opere barocche (anche dello stesso pittore degli affreschi in Duomo, Paul Troger). Fanno ovviamente laboratori e attività per bambini, e visite guidate, a volte abbinate anche a percorsi enogastronomici. Qui trovate tutte le info: http://www.hofburg.it/it/

Quando sono stata io, nella piazza Vescovile c’era una buffa installazione a forma di elefante…

Forse vuole ricordare la storia del leggendario elefante che transitò da Bressanone nel 1551 impressionando tutti gli abitanti di allora, non certo abituati a vedere un pachiderma di quelle dimensioni aggirarsi fra le montagne del Trentino! Per chi non conosce la storia: pare che il re del Portogallo volesse donare a suo nipote Massimiliano d’Austria un elefante, che – poverino – dovette fare tutto il viaggio da Lisbona a Vienna. A Bressanone si fermò per riposare circa un paio di settimane. La locanda ne ricavò una tale fortuna, da cambiare nome e oggi è l’hotel Elefante. Potete ammirarne un disegno proprio sulla facciata dell’albergo.

Dopo aver percorso le graziose vie del centro di Bressanone, fuori o dentro i portici, se viene fame, ci sono varie possibilità per gustare le specialità del Trentino Alto Adige.

Mangiare a Bressanone

Uno dei ristoranti storici, sempre citato dalle guide, è lOste scuro – Finsterwirt. Si mangia in un ambiente molto suggestivo, con le celebri stube, gli interni in legno scuro, e una cucina gourmet di livello. I prezzi sono medio-alti, e alcuni piatti sono rivisitati, ma se volete un posto che è rimasto immutato nel tempo, proverete un’esperienza unica.

Se invece cercate un ristorante dai prezzi più abbordabili, con accoglienza alla mano, e ambienti più family-friendly, potete provare Fink sotto i Portici Minori.


Un ristorante a gestione familiare – sono alla quarta generazione! il bisnonno alternava la sua attività di macellaio e oste già nel 1896 – che fa anche da bar, con primi piatti fatti in casa, carni varie e proposte anche per bambini, dolci a più strati. Io ho provato la degustazione di canederli e sono rimasta soddisfatta.

Per entrambe le scelte, consiglio caldamente di prenotare. Sono presi d’assalto.

Per una merenda golosa invece stra-consiglio il Cafe Am Gries, dove per pochi euro vi serviranno un’ottima torta a vostra scelta. Si trova in via S. Albuino, diciamo sul retro del Duomo.

Cos’altro vedere, anche solo passeggiando, a Bressanone?

Ci sono diversi bei palazzi, il vecchio cimitero, le porte di accesso alla città, la Chiesa di San Michele Arcangelo, la torre bianca (sulla quale è anche possibile salire in cima), il Museo della Farmacia, il forte di Fortezza (1833-1839). E’ quasi tutto a distanza breve, raggiungibile a piedi (tranne forse il Forte), quindi adatto anche a chi viaggia con bambini.

Secondo me, una sosta merita il piccolo rione Stufles, con le strette stradine un po’ ritorte e i palazzi di origine medievale, separato dalla parte centrale della città dal ponte Aquila, sul fiume Isarco (potete agilmente fare tutto a piedi). E’ la parte più antica di Bressanone: se è vero che l’origine della città si fa partire dal 901, anno in cui venne per la prima volta menzionata su documenti ufficiali, l’area di Stufles ha riportato alla luce reperti archeologici di insediamenti di molti secoli precedenti, pare addirittura fin dall’Età della pietra. Se dovessi dormire a Bressanone lo farei qui—>

Altre 3 cose da fare a Bressanone, a seconda della stagione:

1) Una giornata benessere e relax nella bella struttura Acquarena.

Chiunque è stato in Trentino Alto Adige sa quanto siano attrezzati da queste parti, a livello di piscine, saune, centri termali, ecc. Forse non tutti sanno invece che proprio a Bressanone il dr. Guggenberg aprì il primo stabilimento di cura secondo il metodo Kneipp! Questo centro wellness offre molto di più: piscine esterne e interne, con lettini idromassaggio, vasca salina, cabina a infrarossi per il maldischiena, diverse saune e bagni turchi… E per i bambini: mai vista una cosa simile prima d’ora!

Per info: http://www.acquarena.com

 

2) Una giornata sulla neve

Per gli amanti degli sci, sulla Plose ci sono 7 impianti di risalita e oltre 40 km di piste di vari livelli, sia per sci che per snowboard. La celebre Trametsch è la pista nera, a tratti rossa, più lunga dell’Alto Adige, una discesa di ben 9 km e dislivello di 1400 metri.
Per chi non è così pratico di sciate, ma cerca adrenalina, vi invito a cimentarvi sulla corrispettiva pista da slittino Rudirun. Io l’ho fatto anni fa e ancora lo ricordo! In alternativa passeggiate a piedi o con le ciaspole sulla neve.


Credits foto: http://www.plose.org/it/

3) Una degustazione di vini locali

I vini della Valle Isarco sono molto interessanti: dal Müller Thurgau, al Gewürztraminer, passando per il Kerner, se amate i vini bianchi vi potete sbizzarrire ad assaggiare bottiglie di aziende vinicole che lavorano molto bene. Potete provare a visitare direttamente qualche cantina, così da poter abbinare all’assaggio anche qualche acquisto.

Due suggerimenti su dove andare se amate il vino? la prima tappa ovviamente all’Abbazia di Novacella, della quale parlerò a breve. E l’altra sosta invece al Maso Villscheider, 700 metri sopra Bressanone. E’ anche un agriturismo, e ha una piccola produzione di Sylvaner, Kerner e Riesling se amate i bianchi, o Portughese ed il Zweigelt, se preferite i rossi. Per le degustazioni è possibile anche abbinare una merenda con prodotti tipici. Per info: http://www.villscheider.info

L’Abbazia di Novacella

Un’attrazione spesso abbinata a Bressanone è l’Abbazia di Novacella a 3 km di distanza: ci si può arrivare anche a piedi lungo le vigne; in alternativa o con l’autobus o con i mezzi propri.

E’ un luogo capace di coniugare arte, spiritualità e convivialità. Il complesso è piuttosto grande. Dal punto di vista artistico sono da vedere la chiesa, il chiostro, la pinacoteca e la biblioteca (oltre 92.000 volumi!). E’ possibile fare anche una visita guidata.

Come accennavo in precedenza, interessante anche la parte vinicola, che ha origini storiche. Sembra qui si facesse il vino già nel 1142. Oggi una grande area degustazione (oltre 150 posti) accoglie migliaia di persone l’anno (circa 50.000 degustazioni all’anno).

Se volete fare la degustazione di 4 vini della Cantina vini dell’Abbazia di Novacella, con 2 rossi e 2 bianchi, durata di circa 1 ora, costa 9 euro a persona. Se ci abbinate anche la visita della cantina e dei vigneti, e durata di 1 ora e 30 minuti, il costo è di 13.50 euro a persona. Volendo si possono abbinare speck, formaggi e altri prodotti tipici trentini. In enoteca invece sono in vendita anche altri prodotti enogastronomici di oltre 50 conventi europei (dai saponi, ai biscotti delle suore, ai liquori, alle marmellate). Per le degustazioni è obbligatoria la prenotazione:

Tel. +39 0472 836 189, info@abbazianovacella.it

Storia – l’abbazia fu fondata nel 1140 dal Vescovo di Bressanone dell’ordine dei Canonici Agostiniani. Nei secoli ha vissuto vicende alterne, da momenti di grande vivacità culturale a periodi di oblio. E’ stata occupata da truppe militari durante le due guerre, e infatti ha subito danneggiamenti per via dei bombardamenti alleati (qui c’erano i magazzini della Wehrmacht tedesca). Oggi la comunità dei Canonici segue oltre 20 parrocchie, e l’abbazia è diventata un centro convegni, con convitto, e un centro di studi e di formazione in ambito religioso.

Basilica – la struttura di base è romanica, i muri e le navate risalgono ancora alla prima chiesa eretta da Konrad von Rodank e consacrata nel 1198. Il presbiterio fu ricostruito in stile gotico e l’interno poi rimaneggiato in epoca barocca (1735-1744). Il mix dei tre stili riesce a convivere creando un insieme armonioso.

Molto ben curato e, se possiamo dirlo, anche grazioso, il cimitero di fianco alla chiesa.

Purtroppo molto era chiuso nella nostra visita (una domenica invernale lontana dal Natale), e senza prenotazioni non c’è molto da poter fare. Tuttavia questa abbazia ha un fascino innegabile, anche senza le folle che la assediano durante l’alta stagione.

 

Come arrivare a Bressanone

Per arrivare a Bressanone, si percorre l’autostrada del Brennero A22, uscendo a Bressanone Sud (Chiusa). Per dare un’idea delle distanze, da Verona sono poco più di 2 ore. Da Bologna circa 3 ore e mezzo.

Una cosa che sorprende chi arriva qui per la prima volta è l’ampiezza della vallata. Venendo da sud, percorrendo l’autostrada, dopo aver passato Bolzano, si comincia a viaggiare in mezzo alle montagne, lungo un percorso in molti punti stretto, tra gallerie e viadotti. Non ti aspetteresti poi di trovare una località illuminata dal sole, posizionata sul fondo della valle, alla confluenza del fiume Isarco e Rienza.


Credits foto: Pagina Facebook https://www.facebook.com/pg/Hofburg-Brixen-Bressanone-580352165383583/



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