15 maggio 2013 • 2 commenti

Grosseto da riscoprire

In Toscana

Dici Maremma e pensi al mare. In realtà il suo territorio si estende su un’area decisamente vasta e variegata: dalla zona dell’Amiata (dove in inverno si scia!), alla costa passando per le colline metallifere. Priva di grandi città, la Maremma offre molti borghi da visitare, medievali e etruschi, uno più bello dell’altro. La fama di paesi come Pitigliano, Sovana e Sorano, nonché Massa Marittima, Scarlino e molti altri, ha fatto sì che alla fine la località più snobbata sia Grosseto.

Invece Grosseto è una bella cittadina, con diverse cose da vedere, soprattutto è una buona idea su come trascorrere una giornata di pioggia!
Il suo centro si sviluppa intorno al corso, dove il passeggio è un’attività che i residenti svolgono comunemente (a Firenze non ce l’abbiamo purtroppo quest’abitudine).

La piazza del Duomo con il palazzo della Provincia, la statua del Canapone e le catene, pur con le modifiche imposte dall’architettura fascista (peccato), rimane molto graziosa.

Una vera chicca è il Museo Archeologico. Suggerisco di fare la visita accompagnati da qualcuno del Museo (lo fanno anche solo per una persona). Come sempre avere qualcuno che ti spiega le cose più belle e importanti è tutta un’altra cosa, rispetto a cercare di leggere le didascalie (seppur fatte bene: il Museo è stato rifatto da poco e ha tutte le didascalie in 2 lingue). Noi abbiamo avuto la fortuna di essere accompagnati dalla direttrice, che ha una vera passione, oltre a una grande conoscenza, per questo settore.

Ci ha raccontato di quando c’era un enorme lago fino a Castiglione (si puo’ vedere nella ricostruzione plastica) e di quando il centro abitato più importante, al tempo degli etruschi, fosse Roselle.

Ci ha anche detto di quanto gli etruschi fossero avanti nella lavorazione dei metalli, ma non in altre arti, come invece i greci o i romani. Gli etruschi rimangono ancora oggi un popolo misterioso, a cominciare dalla lingua. Erano inoltre un popolo economicamente forte, ma non politicamente. Destinato a essere soggiogato dai romani.

Ci ha condotto nelle varie sale, raccontandoci varie storie. Da quelle sulla sfortunata famiglia romana dove i vari componenti hanno fatto tutti una brutta fine, agli andamenti dell’economia del vino nei secoli (da esportatori a importatori) fino alla sala in stile “antiquario” con numerosi reperti recuperati dai terreni negli anni ’50, quando, a seguito delle bonifiche e del DDT si risolse il problema della malaria e venne attuata la riforma fondiaria, arrivarono aratri potenti capaci di tirar fuori di tutto dal terreno! Tombaroli ma anche studiosi appassionati, come l’ex direttore del Museo, portarono via quel che potevano. Purtroppo si sono perse le informazioni sulla collocazione di molti di questi oggetti, ma ciò non toglie il loro fascino.

Per seguire (e sostenere) il museo potete farlo dalla loro pagina Facebook. Ce n’è bisogno se si pensa che questo piccolo museo fa si e no 13.000 visitatori l’anno (gli Uffizi ne fanno 1.500.000). L’ingresso costa 5 €. Spesi bene.

Usciti dal museo ci hanno portato a visitare un paio di chiese (S. Francesco e S.Pietro) e le mura con il cassero.

Se volete un aperitivo e un buon bicchiere di vino, consiglio l’enoteca “La Cantina” in piazza del Sale: bell’ambiente e ottima selezione di vini. Se invece volete proprio mangiare molto scenosa – e con ottimi affettati e formaggi – la “Locanda dei Medici” dentro le mura.



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2 Commenti on "Grosseto da riscoprire"

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[…] racconti dei blogger sono molto interessanti, ce ne sono già sul Giardino dei Tarocchi e sul Museo Archeologico di Grosseto, ma quello che più mi ha impressionato è stato lo scoprire i #maremmans. Un gruppo di persone […]

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