19 ottobre 2013 • Nessun commento

Mare, storia e natura a Cefalonia

Mare

Lo confesso: una delle motivazioni che mi ha spinto a visitare Cefalonia è anche le sue tristi vicende storiche,  legate all’eccidio dei soldati italiani. Non che ne sapessi molto… Le mie reminiscenze scolastiche si erano fermate alla vicina Itaca di Ulisse e alla poco più distante Zacinto (Zante) di Foscolo.

Di Cefalonia, e dell’eroica ribellione dei militari italiani nei confronti dei tedeschi, non avevo mai sentito parlare, se non in maniera vaga e confusa. Mi sono informata. La curiosità di visitare quei luoghi, il museo-laboratorio creato dalla fondazione Mediterraneo e la Casetta Rossa, luoghi come Troionàta e Frankàta, il memoriale della Divisione Acqui in quel di Argostoli, l’idea di rispolverare una pagina di storia seminascosta forse per vergogna, mi hanno spinto a un viaggio che andasse oltre la semplice vacanza al mare. Tra l’altro ho scoperto che arrivare su quest’isola è abbastanza facile. Ci sono diversi voli per Cefalonia.

Certo, l’isola è meravigliosa, da queste parti la natura si è divertita a creare capolavori. Ma io sono fatta così: di solito vado in vacanza in quei posti che hanno qualcosa da raccontarti, oltre al pur indispensabile divertimento: sennò, che vacanza sarebbe? Anzi, è l’ingrediente fondamentale. Ricerche a parte, questo soggiorno me lo sono goduto lasciandomi guidare dalle emozioni, nonostante l’isola sia ormai quasi esclusivamente votata al turismo. Non ci sono più (o quasi) quei pescatori o i pastori greci dei film ambientati nel secolo scorso. Che l’aria sia notevolmente cambiata te ne accorgi subito, quando vedi negozi di souvenir spuntare come funghi dove c’è un minimo di movimento. E te ne accorgi già quando vai a vedere la grotta e il lago sotterraneo di Melissani: si paga il biglietto. È uno spettacolo, forse per questo si paga…

Tra i ricordi del mio viaggio a Cefalonia, mi resta impresso il monastero ortodosso di San Gerasimos. Nulla a che vedere con quella “chiesola” del film Mediterraneo di Salvatores, affrescata dal comandante della truppa dei soldati italiani: quello incontrato casualmente sulla strada per andare a Sami mi ha colpito per la sua grandezza, per la cura dei suoi giardini e per quel senso di pace e di forte spiritualità che permea l’ambiente circostante.

A Sami, sono andata per godermi la spiaggia di Antisamos e il suo mare cristallino, dai colori dalle multi tonalità. I pesci ti “ronzano” intorno, quando sei in acqua: la natura incontaminata ancora esiste! Avviso ai viaggiatori: chi non ama il caos è il caso che eviti di venire qui in piena estate. Per i giovani è invece un paradiso: cocktail e musica a palla proveniente dai locali invitano alla festa per tutto il giorno. A pochi chilometri da qui c’è anche un’altra bella grotta da vedere, quella di Drogarati. Un’altra spiaggia che mi ha colpito molto, dall’impatto visivo notevole, è stata quella di Myrtos Beach.

Durante il mio soggiorno a Cefalonia ne ho approfittato anche per conoscere qualche piatto della cucina greca. Certo, il pesce è ovviamente una specialità (mi è piaciuto in particolare il Bourdetto, una zuppa di pesce abbastanza piccante), ma c’è un piatto a base di carne che secondo me dovete assolutamente provare: la Pastitsada. Il vino locale è rinomato: qui coltivano al vite sin dall’antichità. Il pesce accompagnatelo con il vino di Rompola, dal profumo fruttato. Dimenticavo: se, come me, amate la storia, prima di ripartire da Argostoli, fermatevi al piccolo museo archeologico: ci sono reperti antichissimi, davvero interessanti.



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