31 maggio 2013 • Nessun commento

Pitigliano, la città del tufo

In Toscana

Proseguo a distanza di giorni (settimane?) il mio racconto sulla Maremma. Una cittadina che merita di esser visitata è Pitigliano, quasi al centro fra Toscana, Umbria e Lazio. Il suo aspetto è unico, arroccata com’è su uno sperone tufaceo, con l’aspetto fermo al passato. Arrivando dalla strada piena di curve, non potrete non restare estasiati e provare un desiderio irrefrenabile di trovare l’angolo migliore per fotografarla (che poi si identifica facilmente, basta seguire i pullman).

La città è famosa per il tufo, gli etruschi e gli ebrei. Le 3 cose sono profondamente legate almeno dal punto di vista dell’architettura della città, dal momento che tutti gli abitanti, fin dalla preistoria, e poi passando per il periodo romano e medievale, hanno scavato nella roccia gallerie, passaggi e cunicoli, seppur con scopi diversi. Oggi parte di queste gallerie sono ad uso privato. Ma troverete sicuramente qualcuno che ve ne mostrerà una parte.

Il centro storico è carino, con scorci e dettagli meritevoli di esser immortalati. C’è da dire che è un po’ turistico. Un po’ tanto. Ogni 3 metri c’è un negozietto che vende souvenir o salsicce di cinghiale!
In ogni caso vale la pena.
Il Museo civico archeologico della civiltà etrusca è minuscolo, ma ha qualche opera degna di nota, proveniente dalla Necropoli di Poggio Buco (a circa 9 km da Pitigliano), come la sala dei Buccheri, dove viene illustrata anche la realizzazione.

Da visitare sicuramente il ghetto ebraico e la sinagoga, nonché il Museo di cultura ebraica, il macello Kosher, il forno delle azzime e il Miqvè. Ricordatevi che il sabato sono chiusi!


Dove mangiare?
In piazza San Gregorio VII a pochi passi dal Duomo c’è l’Hostaria del Ceccottino, un ottimo ristorante che propone piatti e prodotti locali. L’acquacotta era favolosa, così come i formaggi abbinati alle mostarde. Interessante il dolce “Lo Sfratto” specialità del luogo di origine ebraica.
Altra cosa da vedere: le vie cave, ovvero la rete di percorsi anch’essi scavati nel terreno, la cui origine non è molto chiara. Percorrerle è una sorta di trekking natural-archeologico (portate scarpe comode!). Ringrazio Fabio Iacozzilli dell’agriturismo Fattoria dell’Orsa Maggiore (vicino Manciano) per avermele mostrate in video!



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