12 ottobre 2014 • Nessun commento

Umbria in moto

Weekend in Italia

Oggi sono molto felice di pubblicare questo post di Francesca Caponetto (@francinissima85), una ragazza molto simpatica che ho avuto modo di conoscere a un corso poco prima dell’estate e che mi ha contagiato con il suo entusiasmo.
Quando ho saputo che è una biker le ho chiesto di scrivermi qualcosa, e lei si è scatenata! fra l’altro parlando di una zona che amo molto (sono di origine umbra). Che dire, credo che sentirete parlare ancora di lei.

La mia Umbria in moto. Tra Assisi, Spello e la fioritura di Castelluccio di Norcia.

moto_castelluccio

I viaggi organizzati all’ultimo momento, quasi per gioco, sono quelli che amo di più. Non scherzo, quindi, dicendo che quest’estate abbiamo programmato il viaggio che ci ha portato in moto a cavallo tra Umbria, Marche e Abruzzo in un giorno e mezzo. Quando si viaggia in moto è bene pianificare al massimo i dettagli, perché i vestiti e gli effetti personali che si possono portare sono relativamente limitati (soprattutto se si parte in due). Questi piccoli sacrifici hanno però come rovescio della medaglia una miriade di incontri che altrimenti non avresti mai fatto: tra motociclisti, infatti, esiste un forte senso di appartenenza ad un gruppo ben preciso, aperto a chiunque si muova su due ruote, che facilita scambi di esperienze, racconti e itinerari, anche tra chi non si era mai incontrato prima. Andare in moto ti restituisce odori, sbalzi di temperatura e contatto con la natura che ti circonda, che altrimenti sarebbe difficile percepire. La destinazione, punto di arrivo di ogni automobilista, si allontana facendo spazio al senso stesso di viaggiare, il piacere di trovarsi in movimento, e non solo di arrivare, ti svuota la mente!

spello
Il primo giorno di viaggio avevamo previsto di toccare Spello e Castelluccio di Norcia, per poi fermarci a dormire in un piccolo borgo arrampicato sulla montagna di Ascoli, Quintodecimo di Acquasanta Terme.

Assisi

Lungo la E45, abbiamo visto in lontananza Assisi e abbiamo deciso di fare una sosta imprevista. La strada sale lungo il colle che ospita la città e offre uno spettacolo molto suggestivo del borgo bianco in alto. Tutt’intorno, mentre si sale, sono gli ulivi, del cui legno sono fatti molti dei souvenir sacri ispirati a San Francesco, soprattutto i piccoli Tau, che profumano ancora di legno fresco. E’ possibile visitare l’antica casa di San Francesco e il borgo di edifici dove sorgeva la bottega di suo padre, le più conosciute Basilica di Santa Chiara e San Francesco. Molto interessante anche la piazza del Comune, dove si trova l’antico Tempio di Minerva, uno dei templi romani meglio conservati, con le sei colonne corinzie ancora in perfetto stato, fu poi ristrutturato dall’ordine benedettino e trasformato nella chiesa di Santa Maria Sopra Minerva. La città è perfetta meta sicuramente per gruppi di credenti, ma luogo interessante anche per chiunque ami la storia e i borghi tipici dell’Italia centrale. Passeggiando per le strade della città vecchia sono
numerosi i turisti, ma rispetto a dieci anni fa’ (ultima volta che l’avevo visitata), l’ambiente traspira meno commercializzazione e più un senso di pace di un luogo immerso nella natura e nel verde. Assisi è particolare veramente e, da buona città dell’Umbria, lascia spazio anche a pranzi gustosi, come nel nostro caso che abbiamo avuto l’occasione di pranzare in un piccolo ristorante chiamato Locanda del Gusto, situato su una delle vie principali del paese, ha attirato la nostra attenzione per un piccolo terrazzo esterno molto ombreggiato e intimo. Siamo stati accolti molto cortesemente e fatti sedere, nonostante l’ora un po’ troppo avanzata per il pranzo. Ci hanno fatto accomodare ad uno dei tavolini liberi e abbiamo potuto gustare un ottimo piatto di umbricelli con tartufo e porcini, un tagliere misto di formaggi e affettati e cinghiale in umido, il tutto accompagnato da una bottiglia di vino rosso delle cantine Arnaldo Caprai di Torre di Montefalco. Il servizio e la cucina sono stati di nostro gradimento e non mancheremo di ritornare a pranzare alla Locanda del Gusto se ci trovassimo ancora a passare per Assisi.

Spello

spello2
Siamo poi ripartiti, perché in moto bisogna misurare bene i tempi, altrimenti si rischia di trovarsi di notte in posti poco confortevoli da affrontare su due ruote. Direzione: Spello. Avevo già sentito dire che questo è il borgo dei fiori, in particolare è molto famoso l’evento dell’Infiorata, che a Giugno richiama molti curiosi ad ammirare i molti fiori sparsi per il paese e ad assistere alla consueta processione della Madonna. In agosto sapevamo di non assistere a niente del genere, ma con nostra sorpresa ci siamo trovati di fronte a numerosissimi balconi fioriti e a relative targhette in ceramica che attestavano quali erano i balconi meglio allestiti. Un tripudio vero e proprio di fiori colorati, nella cornice di un piccolo borghettino accessibile dalle porte delle mura medievali ancora interamente integre. Consiglio vivamente a chiunque sia in zona di non perdere l’occasione di una passeggiata in questa piccola perla nostrana.

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I Monti Sibillini

Verso le otto della sera siamo ripartiti alla volta dei Monti Sibillini, dove, vicino ad Acquasanta Terme (in località Quintodecimo, provincia di Ascoli Piceno) avevamo già prenotato il nostro bed&breakfast per svegliarci direttamente fra i monti e visitare i dintorni il giorno successivo. Non sapevamo che per raggiungere Quintodecimo, avremmo dovuto affrontare un piccolo imprevisto che però ci ha portato a vivere una delle più belle esperienze motociclistiche che abbiamo mai fatto: i Monti Sibillini in notturna. Per il ritardo, infatti, ci siamo trovati ad attraversare i Sibillini e Castelluccio di Norcia in piena notte. Vi si respira un’aria di pace, a 1400 metri si è soli con l’altipiano e le stelle al di sopra di noi. Per fortuna, arrivando a Quintodecimo abbiamo trovato Michela, la gentile signora del B&B Da Temperi, che ci ha accolto in un grazioso appartamentino ed è stata così gentile da offrirci la cena, nonostante l’ora tarda.

b&btemperì_lanostracasetta
La mattina successiva, finalmente, siamo andati a Castelluccio, crocevia per tutti coloro che si avventurano sui Sibillini. Lì puoi assaporare, in un paesaggio incontaminato e sterminato di praterie e monti, la leggenda della Sibilla Alcina (dalla quale prendono il nome i monti stessi) che, secondo la leggenda, è una maga che abita ancora oggi con le sue fate in una grotta sulle alture. La sibilla predice il futuro ai viandanti e ai pastori del luogo e le sue fate di notte scendono a valle per partecipare alle feste dei paesani e ballare fino all’alba. Si dice anche che, a volte, le fate scendano dalle montagne per giocare con le cavalle al pascolo, e intreccino le loro criniere con fili d’erba o fiori di campo. Leggenda? Non lo so.

montisibillini

Sta di fatto, che i Monti Sibillini sono un Parco Naturale dall’incantevole bellezza e dalla indiscussa atmosfera magica, dove si possono trascorrere giornate tra natura e animali. Inoltre, abbiamo avuto l’immensa fortuna di trovare ancora in agosto la famosa fioritura di Castelluccio di Norcia, prevista solitamente per giugno.

fioritura_castelluccio

I fiori di tanti colori, trasformano in questa occasione i prati in immense distese colorate che vale veramente la pena vedere. Che dire, una tappa fantastica! Il viaggio, però, non è finito qui: nei prossimi post vi parlerò delle successive tappe, che ci hanno portato a visitare Marche e Abruzzo.

io_castellucciodinorcia



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