12 giugno 2015 • Nessun commento

Viaggio in Corea

Grandi viaggi

Fra le tante destinazioni che, prima o poi nella vita, vorrei visitare, c’è la Corea, soprattutto quella del Nord, da quando anni fa lessi le parole di Tiziano Terzani, che ebbe la fortuna di visitarla in tempi in cui era off-limits. Amo l’Oriente in generale, e oltre al Giappone che ho già “annusato” e alla Cina, dove spero un giorno di andare, c’è anche questo piccolo Paese, che mi incuriosisce particolarmente.
La Corea – come tutti i paesi del sud-est asiatico – è ricca di contrasti, non solo per il fatto di essere divisa in due parti, e credo che qui in Occidente se ne sappia molto poco.

Della Corea del Nord si parla sui giornali solo quando ci sono notizie di fatti curiosi, dai successi tecnologici, alle bizzarre iniziative del suo dittatore, passando per i grattacieli futuristici e gli attacchi hacker alla Sony. A dire il vero ci sono anche notizie drammatiche che coinvolgono la privazione dei diritti umani, il riarmo nucleare e il terrorismo. Ma pochi sanno che è anche un Paese bellissimo da visitare. Del resto il turismo si sta affermando di recente e sono ancora pochi i Tour Operator specializzati in questa meta.

Mi è capitato sotto l’occhio questo viaggio del tour operator Azonzo Travel, e se non avessi il bimbo piccolo ci farei un pensierino!

Dal 13 al 22 settembre un itinerario alla scoperta di un Paese sconosciuto che comprende le principali attrazioni coreane.

Cosa vedere in Corea del Nord:

– la capitale Pyongyang che conta 4 milioni di abitanti, il cui skyline è dominato da grattacieli modernissimi (da non perdere il panorama a 360° gradi dalla Tower of the Juche Idea). Pyongyang ha una lunga storia, purtroppo la città è stata distrutta dalla guerra e poi ricostruita come fosse una capitale moderna, funzionale e ordinata; ma è possibile ammirare alcuni monumenti simboli del suo passato glorioso. Per esempio il tempo buddista Kwangbop, ricostruito fedelmente all’originale, il Taedong  Gate, ovvero l’antica porta d’accesso alla città, che proteggeva il castello dalle incursioni,  il padiglione Ryongwang, sulle sponde del fiume Taedong e risalente al 1111.

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Fra i palazzi e le statue risalenti agli ultimi decenni, molti costruiti per rendere omaggio al regime, colpiscono per dimensione e solennità, l’Arco di Trionfo dedicato al rientro in patria di Kim Il Sung, il Cimitero Revolutionary Martyr’s, la biblioteca Grand People’s Study House che racchiude oltre 10 milioni di libri, il Grand Monument con la statua di Kim Il Sung e quella del figlio e il Monument to Party Founding. Non da meno il Museo delle Tre Rivoluzioni (ovvero quella ideologica, quella culturale e tecnologica) operate da Kimi Il Sung: in questo enorme complesso sono esposte tutte le novità e i successi coreani nei vari campi: dall’industria pesante, all’agricoltura, all’elettronica. Da visitare anche il Museo della Guerra, il War Memorial e gli studi cinematografici dove vengono prodotti i tantissimi film coreani, alcuni dei quali vincitori di premi nei festival internazionali.

– Nampo, un tempo paesino di pescatori, oggi importante porto internazionale, e l’enorme diga West Sea Barrage, lunga ben 8 km, alla foce del fiume Taedong, che permette il passaggio addirittura di navi da 50.000 tonnellate. Pensata per separare l’acqua del mare da quella del fiume, in modo da risolvere i problemi idrici della zona, è talmente estesa che sulla diga corrono una ferrovia, una strada per auto e una pedonale! Ci sono voluti ben 5 anni e oltre 30.000 soldati per costruirla.

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– la zona montuosa nel Nord Korea Myohyang, con la montagna “misteriosa e profumata”, i sentieri, le cascate, l’International Friendship Exhibition Centre (ovvero un maestoso museo dei regali che negli anni sono giunti, da tutto il mondo, ai sovrani Kim Il Sung e al figlio Kim Jon Il) e il tempio Pohyon, risalente al 1041 con le sue pagode, le porte sacre e i santuari. Dal 2009 l’intera zona è diventata “world biosphere reserve” dall’Unesco, grazie alla varietà di piante endemiche che vi si trovano.

– i monti Kuwol, all’interno di una grande area naturalistica, con fiumi, cime e cascate, di particolare bellezza in autunno, quando i colori si volgono ai toni arancioni e gialli, infatti il nome originale fa riferimento proprio a questo periodo dell’anno (il nono mese dell’anno lunare), ovvero il momento più adatto per ammirarne lo splendore.

– il complesso delle Tombe Koguryo, Patrimonio dell’UNESCO dal 2004, che risalgono alla dinastia Koguryo o Goguryeo, che dal 37 a.C. al 7 secolo dopo Cristo, si estendeva fra il nord della Cina e l’attuale penisola coreana. Delle migliaia di tombe, solo un numero limitato sono affrescate (forse solo quelle dei re e membri reali?), di queste se ne possono ammirare alcune molto belle, proprio in questo sito archeologico, come la famosa Anak Tomb No. 3, i cui interni sono stati depredati negli anni, ma che ha conservato intatti gli splendidi murales.

– Kaesong, quasi al confine con la Corea del Sud, un tempo antica capitale della dinastia Goryeo/Koryo, oggi divisa in parte vecchia e parte nuova, al centro di un grande distretto industriale. E’ famosa per la coltivazione del Ginseng e per le ceramiche. Alcuni reperti del periodo Koryo sono visibili nell’omonimo museo, zona molto popolare fra le giovani coppie di sposi coreani che proprio qui vengono a scattare foto!

– la zona smilitarizzata DMZ in prossimità del 38° parallelo. Da vedere le stanze dove venne discusso l’armistizio dopo la 2a guerra mondiale, con la divisione delle due Coree, e il muro che le divide, alto fra i 5 gli 8 metri e lungo ben 240 km, costruito dagli Stati Uniti negli anni settanta. A giudicare dai commenti colpiscono le piccole case blu – in mezzo a tutto quel grigio – la torre di osservazione con i binocoli per “spiare” la Corea del Sud e l’atmosfera di tensione tipica della guerra fredda, ancora percepibile. I paragoni con il Muro di Berlino sono spontanei.



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