4 Gennaio 2019 • Nessun commento

Orvieto durante l’Umbria Jazz Festival

Weekend in Italia

Mi è capitato di passare da Orvieto durante l’Umbria Jazz Festival Winter Edition, che si è svolto nel periodo delle feste fra Natale e Capodanno, dal 28 dicembre al 1 gennaio.

Duomo di Orvieto: foto in notturaChe la storica città umbra sia bella è notorio. Un patrimonio storico, culturale, artistico di tutto rilievo per una destinazione che può vantare una lunga storia lunga 3000 anni. Da quando gli etruschi la fondarono intorno al IX secolo a.C., Orvieto ha nei secoli mantenuto un ruolo importante, anche per lo Stato della Chiesa (ecco perchè una tale cattedrale).

Durante l’Umbria Jazz Winter acquisisce ancora più fascino. Le strade si animano di musica in ogni angolo, i bar propongono live set e lungo le vie non è raro imbattersi in concerti di bande che improvvisano le note delle canzoni più famose del jazz.

Ho ancora negli occhi e nelle orecchie la Funk Off Orchestra che suonava davanti allo splendido duomo di Orvieto, illuminato da giochi di luce a stelle blu e gialle.

Certo, la cosa migliore è poter assistere a uno degli spettacoli nel ricco programma, ma i biglietti vanno subito esauriti. Forse anche per il costo irrisorio: 22 € per Paolo Fresu sono ben spesi. Tuttavia potete comunque tentare andando lì la sera dello spettacolo, qualche manciata di posto si libera sempre. Ci sono concerti al Teatro Mancinelli, ma anche in altri palazzi storici e persino in abbinamento a cene e degustazioni di vino.

Se a tutto ciò si somma una cittadina che si anima lungo il suo corso principale, fra luci di Natale e belle vetrine, si capisce perché Orvieto sia presa d’assalto dai turisti. Ma il tutto rimane, a parer mio, a misura d’uomo.

La prima sera mi sono goduta Orvieto by night e l’ho trovata piacevolmente animata.
Il secondo giorno ho visitato con calma il Duomo (ingresso a pagamento 4 €), ovvero la cattedrale di Santa Maria Assunta. La cattedrale risale al 1290. L’altezza della facciata è imponente, oltre 50 metri, tanto che la si vede anche da lontano, anche grazie alla sua posizione in cima alla rupe su cui è costruita Orvieto.

Oltre alla incredibile facciata, capolavoro di architettura gotica, la chiesa merita di essere visitata anche per gli affreschi. Nella Cappella di San Brizio potete ammirare il ciclo di affreschi dedicato al Giudizio Universale. Iniziati dal Beato Angelico, aiutato da Benozzo Gozzoli, furono portati a termine da Luca Signorelli e altri, in un arco temporale abbastanza esteso (terminarono nel 1504). Alcune di queste immagini sono diventate famosissime: come il Dante su una parete o l’Inferno, piuttosto truce, sulla parete di fronte.

Poi mi sono avventurata verso Piazza del Popolo, il luogo simbolo della vita politica di Orvieto. Nella piazza, oltre al Palazzo del Capitano del Popolo, c’è la Chiesa di San Rocco (1523) e il più recente bel Palazzo Bracci-Testasecca (1875).

Da lì partono alcuni percorsi, in direzione del belvedere, che si addentrano nel cosiddetto quartiere medievale.

Passeggiando lungo stretti vicoli è possibile scorgere fra corti semi-nascoste, appartamenti ristrutturati e messi in affitto (chissà che introiti Airbnb) e ammirare scorci deliziosi. L’ho trovata una città viva, curata, con abitanti che abbelliscono con ghirlande natalizie le porte. Diversamente da quanto accade in altri borghi d’Italia dove appaiono cartelli “vendesi” ogni tot metri.

Se la giornata vi assiste con il bel tempo, dall’alto della rupe si può ammirare tutto il paesaggio intorno, nonchè i tetti di Orvieto. Ma ammetto che era suggestivo anche con la nebbia.

Una piccola sorpresa la Chiesa di San Giovenale (1004 dC) che si affaccia sulla parte più estrema della rupe, laddove le rovine etrusche si mescolano a quelle romane e medievali.

Per accedere alla chiesa, si entra da un lato, e si è subito pervasi da un senso di rispetto e di stupore. La luce che arriva dal rosone centrale, conferisce un’aurea molto mistica. Belli gli affreschi: l’Arbor Vitae, l’Ultima Cena e la Crocifissione. Notevole anche l’altare in marmo del 1170.

Ad avere più tempo c’erano tante altre cose da vedere a Orvieto.

Cosa vedere a Orvieto

  • il Pozzo di San Patrizio, un capolavoro di ingegneria e architettura, opera di Antonio Sangallo il Giovane. Dopo il Duomo è l’attrazione più visitata di Orvieto. Opera del 1527 è percorribile senza fatica grazie alle due rampe elicoidali, una per la discesa e una per la salita, e gli ampi gradini (erano pensati per gli animali). E’ profondo poco più di 50 metri e riceve luce dalle oltre 70 finestre che danno sulla parte centrale. L’ingresso al pozzo di san Patrizio, a pagamento, è vicino alla fermata della funicolare (zona Piazza Cahen).
  • Orvieto Underground. Dentro la rupe di tufo trova spazio un fitto sistema di cunicoli, scale, cisterne etrusche, grotte usate sia nel Medioevo che durante la seconda Guerra Mondiale, un patrimonio sotterraneo da scoprire, sedimentato in oltre 3000 anni. Oggi è possibile persino sposarsi qui sotto! La temperatura è fresca tutto l’anno (ideale per una visita in estate). Ingresso a pagamento, con guida.
  • la Torre del Moro su cui è possibile salire per ammirare il panorama. Circa 250 gradini per arrivare in cima e vedere anche il meccanismo dell’orologio.
  • Musei: c’è il Museo dell’Opera del Duomo, con alcune opere di Signorelli e Simone Martini, il Museo di Emilio Greco, lo scultore che ha realizzato le porte in bronzo del Duomo, c’è il Museo Archeologico con una grande collezione di monete romane, e il Museo Civico con vari reperti della città.
  • Necropoli etrusca del crocifisso del tufo: risale al VI secolo a.C. e presenta diverse camere di sepoltura. Molti oggetti qui rinvenuti oggi sono al Louvre e al British, ma qualcosa è rimasto a Orvieto ed esposto al Museo archeologico e Civico.

Dove dormire a Orvieto

Questa volta, grazie a una generosa zia, ho potuto dormire da vera turista vip! Ovvero in un albergo con vista Duomo, ma non una vista da lontano, da qualche cucuzzolo o vicolo… bensì da vicinissimo, ovvero dalla piazza stessa.

L’hotel Virgilio si trova infatti in piazza Duomo, e aprendo le finestre si può godere di questa vista. E’ un albergo piccolino, ma grazioso. Il personale è cortese. La posizione top. Si può persino arrivare con l’auto davanti per scaricare. Dopodiché si può parcheggiare nel vicino parcheggio convenzionato (2 € l’ora).

Vi suggerisco di prenotare per tempo perchè si riempe facilmente. Lo trovate anche su Booking >>>

Dove mangiare a Orvieto

Su suggerimento dell’albergo siamo andati a cena alla Trattoria Delli Poggi, poco distante – che bello potersi muovere liberamente a piedi – assaggiando alcune specialità locali. Mio figlio ha mangiato un antipasto di salumi locali e crostini neri (somigliano ai nostri fegatini toscani) e a seguire una porzione abbondante di tagliatelle fatte in casa, al ragù.

Io invece ho optato per una sorta di budino di pomodoro con burrata come antipasto, e poi un piatto di ombrichelle con pomodoro piccante e tartufo nero (9 €). Si trova nel centralissimo Corso Cavour.

Come arrivare e spostarsi a Orvieto

A Orvieto potete arrivare comodamente in auto o con i mezzi pubblici. In auto dovrete parcheggiare o sotto la città e prendere la funiculare oppure arrivare fino in cima e parcheggiare in piazza Cahen o nel piccolo parcheggio di piazza Duomo (2 € l’ora). Se arrivate in treno è comodo perché Orvieto Scalo è sulla linea Firenze-Roma, molto ben servita. Scesi dal treno, proprio di fronte alla stazione potete prendere la funiculare che vi porta in centro e da lì muovervi a piedi.

 



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