21 Febbraio 2019 • Nessun commento

Siracusa: cosa vedere

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Siracusa: una città da amare

Ero stata Siracusa tanti anni fa, ma non ero riuscita a vedere molto e quindi mi era rimasta l’idea di una località come tante in Sicilia. Grazie al blog tour organizzato da Aditus Culture, società che gestisce da due anni i Poli Museali e Archeologici della Sicilia Orientale, ho potuto finalmente apprezzarla fino in fondo, anche se solo in un fine settimana.

lungomare ortigia

Siracusa: le origini

Siracusa è una città antichissima, fondata dai Greci nel 734 a.C. anche se la zona era abitata ancor prima, fin dall’età del Bronzo. Ma è con l’arrivo dei greci di Corinto sull’isola di Ortigia, che si fa risalire la nascita vera e propria della città. Siracusa ebbe una grande importanza e splendore nell’antichità: fu in grado di sconfiggere i Cartaginesi e tenere testa ad Atene. Visitandola è possibile ammirare ciò che resta di secoli di storia.

tempio di apollo siracusa

Le origini di Siracusa sono sull’isola di Ortigia, oggi collegata alla terraferma da due ponti.

Ortigia vista dall'alto

Come mai i greci si insediarono a Ortigia? allora era una piccola isoletta.. Quasi sicuramente per due motivi: la conformazione del territorio secondo un grande porto naturale che favorisse l’approdo, ma anche la difesa delle acque, e la presenza di acqua dolce – ancor oggi è visibile la fonte Aretusa della quale è bello farsi raccontare la leggenda – cosa rarissima così a ridosso del mare.

fonte aretusa

Da dove cominciare la visita di Siracusa?

Anche se le origini sono a Ortigia, se volete vedere con i vostri occhi le tracce dei greci, è bene iniziare la visita dalla zona chiamata Neapolis. L’ingresso a tutta l’area costa 10 €.

Il Teatro Greco di Siracusa

L’intera area archeologica contiene tracce importanti della storia della città: in ordine cronologico potete cominciare ammirando il Teatro greco, (costruito a partire dal V secolo a.C.) ben conservato, nonostante le espoliazioni, in epoca spagnola, di pietre dalle gradinate superiori.

Teatro Greco di Siracusa

Le cronache di allora ci testimoniano una società civile, colta e egalitaria: per assistere alle rappresentazioni teatrali non esistevano palchi o gradinate a seconda del ceto sociale, gli spettatori sedevano tutti insieme! Poteva ospitare migliaia di spettatori. Oggi, in estate, vengono riportate in scena alcune commedie o tragedie classiche, e a tal fine sono montate sedute in legno.

teatro greco di siracusa visto dalle gradinate

Orecchio di Dionisio

L’orecchio di Dionisio, così chiamato da Caravaggio, è una grotta artificiale dentro la quale potete avventurarvi a piedi per più di 60 metri. L’ingresso alla grotta in semi-oscurità è suggestivo, anche se un po’ inquietante, se pensiamo che è stata anche una prigione nella quale gli schiavi venivano tenuti senza mangiare, al buio, in condizioni disumane. La leggenda narra che il tiranno Dionigi amasse ascoltare dall’alto i prigionieri.

Orecchio di Dionisio

In realtà in principio era una cava per estrarre la latomia, ovvero la pietra usata per le costruzioni. Infatti è stata scavata dall’alto verso il basso.
Oggi le guide vi dicono che se sussurrate il vostro nome in un certo modo, potete risentirlo riecheggiare per ben 16 volte!

Orecchio di Dionisio interno

Ara di Ierone II

Passeggiando lungo la strada principale di Neapolis noterete la grande Ara di Ierone II che risale al III secolo a.C. dedicata a Zeus Eleutherios.

Ara di Ierone Siracusa

E qui si svolgeva la festa delle Eleutheria con il sacrificio di 450 tori che venivano bruciati sulla sommità (un tempo il monumento era molto più alto). Il fumo doveva arrivare fino agli dei!

Anfiteatro Romano

E infine visitate l’anfiteatro romano, terzo in Italia per grandezza dopo il Colosseo e l’Arena di Verona – era lungo 140 metri e largo 90 – oggi molto più “modesto” perché depredato dagli Spagnoli per rinforzare le mura di Ortigia.

anfiteatro romano siracusa

Quel che resta ci fa comunque intuire la grandiosità dell’epoca. E come era usanza allora ospitava giochi di gladiatori e bestie feroci.

Ti è venuta fame?

Finalmente si può mangiare dentro al Parco Archeologico di Neapolis! grazie al nuovo Cafè Neapolis costruito all’interno del Parco Archeologico di Neapolis da meno di un anno (settembre 2018). Non è il classico bar da turisti con prodotti scadenti e prezzi maggiorati, bensì un luogo dove degustare le eccellenze gastronomiche del territorio.

si può mangiare dentro al parco archeologico di neapolis al cafe neapolis

Ci hanno fatto assaggiare arancini, bocconcini di ricotta e pistacchio, caponata, insalate di finoccchi e arance, piattini con cubetti di pesce spada e verdure… tutto buonissimo. Fanno anche spremute e coctkail molto buoni. I prezzi sono corretti.

Ortigia: l’isola nell’isola

Dopo il pranzo, la seconda tappa è stata Ortigia: il cuore della città, l’isola nell’isola (Sicilia). Anche se oggi è collegata alla terra ferma con due ponti, ci si accede solo a piedi, o con vetture autorizzate (è ZTL).

ingresso ortigia solo per autorizzati

Qui gli stili si mescolano e abbiamo monumenti di impronta bizantina, medievale, spagnola…

Passeggiare lungo le strade di Ortigia è piacevole: gli stretti vicoli regalano scorci molto instagrammabili. Mentre cammini fra edifici e mura che trasudano storia, ti accorgi che alcune aree sono un po’ decrepite, puzzolenti, tenute male.

Altre invece sono splendenti e i palazzi sono stati ben ristrutturati, celando all’interno B&B e Boutique hotel. Ogni tanto fa capolino il mare (siamo su un’isola!).

E alla fine ti ritrovi nella maestosa piazza del Duomo costellata da edifici uno più bello degli altri.

Il Duomo di Siracusa

Il Duomo stesso è una stratificazione di epoche diverse: dall’originale tempio greco dedicato ad Atena alla cattedrale odierna in stile barocco, passando per l’epoca medievale. Basta guardare la fiancata per capire come la chiesa cristiana abbia inglobato le colonne greche.

P.S. Non perdetevi il Caravaggio nell’altra chiesa della piazza! L’ingresso è gratis ma non si possono scattare foto.

Durante il primo giorno abbiamo dovuto un po’ correre e non mi sono goduta più di tanto la passeggiata a Ortigia. Per fortuna l’ultimo giorno sono tornata da sola con mio figlio a esplorarla e l’ho molto apprezzata.

visitare siracusa con un bambino

Il Castello Maniace

Bello il Castello Maniace a picco sul mare.

Castello Maniace Ortigia Siracusa

Il castello fu costruito durante il regno di Federico II di Svevia, e prende il nome da un comandante bizantino che lo fece restaurare, dal momento che Federico non usava dare nomi ai suoi castelli. E’ situato nella posizione più estrema di Ortigia, a difesa della città.

Castello a Siracusa

Lo abbiamo visitato quasi al tramonto, e con un forte vento, e la vena romantica che è in me, nel senso inglese del termine, ha prevalso. Davvero suggestivo, potrei dire terrific! Anche l’interno restaurato in anni recenti merita una visita (meglio se guidata).

Curiosità: Qui è stata ambientata la fiction dedicata a Caravaggio con quel gran figo di Alessio Boni. In una saletta in fondo a sinistra trovate una copia delle Decollazione di San Giovanni Battista, opera che si trova a Malta (e che si fanno pagare per mostrarla).

Il Museo di Palazzo Bellomo

Nel pomeriggio abbiamo visitato il Museo di Palazzo Bellomo, una piccola chicca, che merita di essere visitato per l’Annunciazione di Antonello di Messina e per alcune opere di Mario Minniti e Guglielmo Borremans.

Si tratta di un museo piccolo, solo due piani, si vede velocemente, ed è ben tenuto. Anche qui è presente un piccolo bar di qualità, Bellomo Cafè che realizza ottime spremute e torte. Questo museo è anche molo attivo sui social!

Museo Archeologico Paolo Orsi

Infine, last but not least, da vedere l’immenso museo archeologico di Siracusa che prende il nome da Paolo Orsi, archeologo che dedicò tutta la sua vita agli scavi in Sicilia. Nel 1891 fu anche direttore del museo che oggi porta il suo nome.

Museo archeologico a siracusa da vedere

Il Museo Archeologico occupa 4 piani, per un totale di non so quante migliaia di metri di superficie espositiva. Come ama riportare la direttrice: è un museo che ospita il materiale ritrovato negli scavi siciliani (non solo Siracusa ma anche Eloro, Agrigento, Gela, Megara Iblea etc.), dall’età Paleolitica a tutto il periodo ellenico-romano.

Museo Archeologico Siracusa Paolo Orsi

Suggerisco di prenotare una visita guidata per non perdersi fra questa vasta collezione. Ci potresti passare 4 ore! C’è talmente tanta roba e tutta di una bellezza devastante. Come questo cavallino in bronzo, del 700 a.C!

Il cavalluccio corinzio è il simbolo del museo, ed è davvero un’opera incredibile se facciamo il conto di quanti anni ha (quasi 3000). Girando in autobus per Siracusa ho intravisto una grande statua identica in una piazza, così ho spulciato sul web e ho scoperto che nell’estate del 2018 hanno installato una statua che lo raffigura, alta 4 metri, in piazzale Marconi. La trovo un’ottima idea dal punto di vista turistico: le città riescono a fare marketing tramite i loro simboli. Trovo davvero puerili e poco lungimiranti le polemiche che ho letto nei vari giornali online. Ma torniamo al museo…

Da non perdere il sarcofago di Adelphia e la Venere Landolina.

venere Landolina museo archeologico siracusa

Nel complesso è un museo che consiglio caldamente di visitare. La quantità e qualità di oggetti di uso quotidiano, gioielli, statue, vasellame e molto altro lo rendono, a parer mio, degno di essere considerato al livello dei più importanti musei al mondo, vedi British Museum, Louvre, Uffizi.

Dove mangiare a Ortigia

Ora che l’itinerario culturale è terminato voglio lasciarvi alcune dritte su dove mangiare a Ortigia. Essendo una zona turistica la fregatura è sempre in agguato. So di bar col doppio prezzo (residente vs turista) così come i taxisti che vi proporranno tariffe diverse per la stessa tratta! Se non hanno il tassametro concordate il prezzo prima. C’è da dire che in generale si mangia bene in tutta la Sicilia e questa zona non fa eccezione. Soprattutto i dolci sono pazzeschi.

Se cercate ristoranti eleganti c’è l’imbarazzo della scelta, se invece siete in giro per Ortigia all’ora di pranzo e volete mangiare un primo o un secondo o delle verdure al volo, senza spendere una follia vi consiglio il Cafè Archimede nella omonima piazza.

piazza archimede siracusa

Il Cafè Archimede è un bar a gestione familiare, nel quale ho trovato cortesia e un sacco di scelta. Mio figlio di 3 anni si è fatto fuori una piattata di pasta con pesce spada, melanzane e pomodorini (molto buono), io ho optato per un mix di verdure. Prezzi onesti, servizio rapido. E la vetrinetta dei dolci è davvero invitante.

Devo ringraziare il gestore de La Porta, il piccolo negozio che vende vino in via della Maestranza 38, per avermi suggerito questo bar. Fra l’altro nell’enoteca ho trovato il mitico Fiano – Insolia delle Cantine Gulino che abbiamo bevuto in più occasioni nel nostro soggiorno siciliano. Ho comprato una bottiglia da riportare a casa!

Se invece volete comprare dolci da portare a casa, tutti vi indicheranno la storica Pasticceria Artale. E in effetti la qualità dei torroni, dei dolci con pasta di mandorle, o a base di ricotta è notevole. Il caffè costa 70 centesimi! Tuttavia ho trovato un po’ sporco il bar e il servizio poco attento ai turisti, mentre molto amichevole con i residenti. Boh magari sono capitata male io…

Dove dormire a Siracusa

Noi abbiamo dormito in un bell’albergo a 4 km di distanza da Ortigia: l’hotel Parco delle Fontane ricavato da una bella palazzina del 1800, convertita dai proprietari in struttura ricettiva nel 2014. E infatti, nonostante le quasi 50 camere, l’albergo ha mantenuto il fascino della villa originaria, e ti accoglie con la piscina dopo aver attraversato un bel giardino.

hotel parco delle fontane siracusa

La mia camera era spaziosa, ben arredata, con un grande letto e bagno con finestra che dava sul cortile. Era dotata di accappatoi, vanity set, bollitore, sky e ovviamente wi-fi.

camera superior hotel 4 stelle siracusa

La colazione propone fra le altre cose prodotti tipici quali pistacchi, latte di mandorla, crema di pistacchi e un’ottima marmellata di mandarini.

L’albergo ha anche un ottimo ristorante, Eduardo, dove abbiamo cenato l’ultima sera. Ottimo anche il servizio di sala.

Un ringraziamento ad Aditus Culture per aver organizzato questo blog tour alla scoperta della Sicilia orientale.

Sul loro sito trovate tutte le informazioni sui musei e siti archeologici, nonché la possibilità di prenotare i biglietti di ingresso: www.aditusculture.com



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