10 Febbraio 2019 • Nessun commento

Toccata e fuga in Sicilia a Castellammare

In evidenza

Era da qualche anno che non tornavo in Sicilia, pertanto quando mi è stato proposto di partecipare a un convegno di Digital Marketing a Castellammare del Golfo, fra Palermo e Trapani, ho accettato con entusiasmo, anche se per una fugace toccata e fuga.

Purtroppo a Gennaio il meteo non è stato clemente, e non ho potuto godermi molto. Tuttavia voglio fare un post perché ho scoperto una località che non conoscevo e che merita di essere inserita in un viaggio in Sicilia. Sarei curiosa di vederla durante l’estate, piena di turisti!

castellammare del golfo in provincia di trapaniCastellammare del Golfo è una cittadina piccola – lo status di città gli è stato conferito da pochissimo, dal Presidente Mattarella – per anni sviluppatasi intorno al suo porto. Ancora oggi se arrivate la mattina presto al molo, nella zona chiamata Cala Marina, potete trovare le barche dei pescatori che vendono il pesce appena pescato.

Il Castello Arabo Normanno

Il monumento più importante di Castellammare è il Castello Arabo Normanno. Il Castello, le cui origini risalgono al periodo della invasione saracena (gli arabi, ricordiamolo, sono stati in Sicilia per 250 anni!) fu eretto a partire dall’anno 1000. Poi venne ampliato dai Normanni, e ancor più tardi dagli Angioini.

E’ menzionato anche da Idrisi, cartografo e geografo arabo che si era stabilito alla corte di Ruggero II, con il nome “Al Madarig“. Fu fra i 12 castelli siciliani arabi conquistati nel 1072 dai normanni Ruggero e Roberto d’ Altavilla.

castellammare del golfoUn tempo il castello era in una posizione inespugnabile: a picco sul mare, accessibile solo con ponte levatoio (poi sostituito da uno in muratura). Nei secoli ha subito rimaneggiamenti e distruzioni. Oggi non ha conservato l’aspetto che ci immaginiamo quando parliamo di castelli… (torri, merli, etc), e forse al primo impatto potreste rimanere delusi, ma ha al suo interno una scala che da sola vale la visita: una scala a chiocciola elicoidale, chiamata caracol, davvero impressionante. Dentro ospita un piccolo museo.

scala caracol castello normanno siciliaSe non considerate le pizzerie panoramiche e i tanti locali per turisti nei paraggi, e vi avventurate lungo alcuni vicoli, potreste forse rivivere un po’ dell’atmosfera del passato.

Castellammare e il grano

Castellammare, oggi considerata una meta turistica per chi cerca una base per le escursioni nei paraggi, un tempo aveva un ruolo importante nella storia di questa zona della Sicilia.

Fin dall’antichità la sua posizione l’ha portata a essere un porto strategico. Era infatti l’Emporio Segestano, ovvero il porto della città di Segesta, antica città fondata intorno al IV secolo a.C. dagli Elimi. E anche durante il periodo Normanno il grano veniva immagazzinato qui e poi imbarcato, per essere spedito in tutto l’Impero.

Mantenne questo ruolo per secoli. Sul Corso principale (Corso Garibaldi) nel 2014 sono state rinvenute alcune delle antiche fosse granaie, segnalate oggi da grandi botole simili a pozzi. Durante un convegno di pochi anni fa, dedicato appunto al rapporto fra Castellammare e il grano, organizzarono anche le visite di tali fosse con il CAI (la profondità è di circa 10-11 metri). L’origine di questi granai potrebbe risalire al 1300 o il 1500 e pare fossero usati fino al 1800.

Cosa vedere sul territorio

La sua posizione, in provincia di Trapani, la rende una tappa fondamentale per coloro che vogliono girare la Sicilia nord-occidentale. Ho avuto la fortuna di visitare varie località del trapanese in viaggi precedenti. Consigliano infatti di vedere:

  • San Vito Lo Capo – deliziosa cittadina da visitare, da fermarsi per assaggiare l’ottimo cous cous (c’è pure un festival) o per fare il bagno nella grande spiaggia sabbiosa adatta anche ai bambini. Da evitare ad Agosto causa troppo affollamento.
  • Erice – piccolo borgo arroccato, con una posizione perfetta per scattare foto a 360° gradi al panorama. E’ piacevole camminare per le stradine, e ammirare il Castello, il Duomo e magari mangiare i famosi dolci della Pasticceria di Maria Grammatico.
  • La Riserva dello Zingaro – una riserva naturale dove camminare e fare il bagno. Ricordo a distanza di anni, fondali pieni di pesci e baie incontaminate. Ci si può accedere solo a piedi.
  • La tonnara di Scopello – dal XIII secolo è stata la sede di una delle attività più caratteristiche di questa zona, e forse di tutta la Sicilia, ovvero la pesca del tonno. Delizioso anche l’omonimo borgo di poche anime, dal quale si ammira la vista della tonnara e dei faraglioni.
  • Segesta – il grande tempio greco arrivato pressoché intatto fino ad oggi, ci rivela un’architettura di grande livello. Costruito nel V secolo a.C. testimonia l’importanza di questa città, per Virgilio forse addirittura fondata da Enea. Oltre al tempio, da vedere il teatro greco, la necropoli e alcune case.
  • Le terme – sia quelle libere che quelle a pagamento, sottoforma di piscine, offrono la possibilità di fare il bagno a mollo nell’acqua bollente. Le fonti termali della zona erano note fin dall’antichità. Se volete la piscina potete andare alle Terme segestane (cuffia obbligatoria), ovvero terme di acque sulfuree con una parte all’aperto e una al chiuso, quindi adatte anche in caso di pioggia. E kid-friendly (ci è stato mio figlio di 3 anni). Il ticket di ingresso per le terme è di circa € 10,00 a persona.

Se volete fare un tour potete affidarvi a Scopeltour Viaggi, un’agenzia locale specializzata in tour in tutta la Sicilia. Personale molto preparato e appassionato!
Se volete leggere il mio post sul viaggio a San Vito Lo Capo, Erice e Trapani >>

Dove mangiare

Molti vi consiglieranno Egesta Mare. Nonostante i prezzi siano un po’ cari, si mangia bene. Ottimo il cous cous e molto particolari anche i primi piatti. Buono il pesce spada alla griglia. Ha anche il vantaggio di essere aperto a gennaio, cosa non comune in questa cittadina che nei mesi invernali si svuota.

Se volete la carne, suggerisco Braceria 360 che offre tantissima scelta anche di animali più insoliti come il bisonte e lo struzzo. Ma sono pronti anche a proporvi un piatto vegetariano (noi eravamo in 10 e ben 5 persone l’hanno ordinato!), o gluten-free. Molto gentili nel servizio.

Se invece volete un aperitivo sfizioso in attesa della cena (qui cenano tardi), provate da Cucecè in Corso Garibaldi. Ottimi vini e stuzzichini.

Trasferimenti

Da Firenze c’è il volo diretto per Palermo, con la Vueling, e direi che è abbastanza comodo, ci mette circa 1 ora e 30 minuti.

volo diretto firenze palermoDa lì ci sono venuti a prendere con un transfer i ragazzi di Scopeltour, un tour operator che organizza tour sul territorio. Entrambi gli autisti, sia all’andata che al ritorno erano molto colti e preparati sulla storia della Sicilia. Lungo il tragitto ci hanno raccontato i fatti più importanti della Sicilia degli ultimi 500 anni!!!

Dove dormire

Noi abbiamo dormito presso l’hotel Al Madarig, direttamente sul mare.

L’albergo forse non è dei più moderni, ma a me è piaciuto per un paio di aspetti:

  • la posizione: la nostra camera aveva un piccolo terrazzino vista mare. Che bello svegliarsi guardando il mare!
  • l’accoglienza: il personale è stato molto gentile e disponibile, anche la colazione era ricca e gustosa.

In ogni caso la camera aveva un letto comodo ed era bella ampia. E il Wi-fi funzionava benissimo.

Una curiosità: in arabo Al Madarig significa “la scala”. Pare che il castello/il paese venne così chiamato da Idrisi perché in questo punto la montagna scende verso il mare come se fosse composta da grandi gradoni.

Per altre info su questa località potete consultare questo sito: https://www.castellammaredavivere.it/



Lascia una recensione

Please Login to comment
  Subscribe  
Notificami