3 Settembre 2020 • Nessun commento

Venezia con un bambino

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Sono stata diverse volte a Venezia, ma sempre dalla mattina alla sera, dormendo sulla terraferma. E mai da mamma.

In questa estate 2020 così strana ho deciso di approfittare della mancanza delle masse dei turisti oltreoceano per visitare una città normalmente presa d’assalto, e portarci mio figlio di 5 anni. E per una volta mi sono concessa un hotel in pieno centro.

Junior Suite – Leon Bianco Venezia

Venezia con i bambini

Venezia non è una città facile da girare coi bambini. Quando sono molto piccoli o te li porti con la fascia o ti metti nell’anima di fare su e giù col passeggino dagli infiniti ponti della città. Anche l’età del mio (5 anni) è faticosa, perché si cammina tanto e lui si stanca (io ho scelto di limitare i vaporetti). Ma alla fine, con un po’ di pause, si può fare e lui si è divertito lo stesso.

Sfortunatamente, a Venezia i musei adatti ai bambini sono pochi :

  • il Museo di Storia Naturale con scheletri di balene, dinosauri, acquari e installazioni interattive
  • la Collezione Peggy Guggenheim che tutte le domeniche propone il Kids Day, ovvero laboratori gratuiti alle ore 15 per bambini di età compresa tra i 4 e i 10 anni.

Noi siamo stati particolarmente sfortunati perché entrambi sono chiusi durante la settimana: a causa del Covid10 sono aperti solo da venerdì a lunedì. Ma non ci siamo scoraggiati e abbiamo trovato due valide alternative.

Percorsi sensoriali alla Biennale

Dopo aver ribaltato in lungo e largo Internet ho capito che ci dovevano essere delle attività per bambini alla Biennale, anche se sul sito non mi dava alcuna disponibilità di prenotazione. Così ho mandato una mail, e loro gentilissimi mi hanno risposto in 1 giorno. Detto fatto, ho prenotato un percorso gratuito che si svolgeva nei giardini della Biennale. C’erano anche altri bambini e lui si è divertito tanto (fra l’altro nel fresco dei giardini si stava proprio bene).

Alla fine del percorso abbiamo fatto tappa al parco giochi perché a quel punto un po’ di altalena e scivoli fa sempre piacere.

NB : La Biennale quest’anno non si svolge regolarmente per via del Coronavirus, bensì in forma ridotta. Tuttavia sono previste visite guidate per adulti e percorsi sensoriali gratuiti per bambini dai 4 ai 10 anni.

Consiglio: se finita l’attività avete fame, fermatevi a pranzo al Bar Al Vecio Calice (via Garibaldi). Un posto informale dove mangiare qualche cicheto, o primi espressi, accompagnati da ottimi calici di vino. Molto frequentato dai locali.

La zona di Via Garibaldi e intorno all’Arsenale a me è piaciuta molto, forse perché meno battuta dai turisti?

Visitare Venezia con una guida privata

La seconda idea che ci è venuta è stata quella di prenotare un tour privato a misura di bambino con una guida che ci portasse a spasso per Venezia per un paio d’ore. Ci sono tanti walking tour per visitare Venezia, ma sono quasi tutti per gruppi e per adulti. Quindi vuol dire che sei vincolato negli orari e negli spostamenti.

Prenotando una guida privata invece puoi concordare orario e percorso, oltre che fare deviazioni e pause se necessarie. Noi l’avevamo già fatto a Napoli con Italy Travels, così li ho chiamati per sentire se avevano una guida privata su Venezia. E ci hanno organizzato 2 ore di visita per Venezia con una ragazza bravissima (che organizza anche la caccia al tesoro dentro il Palazzo Ducale) a misura di bambino.

La terza opzione per i bambini è una visita a Murano, per ammirare la soffiatura del vetro. L’isola è vicina a Venezia: col vaporetto ci si arriva in circa 10 minuti dalle Fondamente Nove. Noi abbiamo preferito Burano anche se più distante (circa 40 minuti) perché né io né mio marito ci eravamo mai stati, e già il viaggio in vaporetto è stato divertente. Abbiamo avuto la fortuna di arrivarci in un tardo pomeriggio soleggiato, con poche persone e tanti bambini che giocavano a pallone nelle piazze.

La gondola

Quando sei a Venezia la tentazione di salire su una gondola è molto forte. Certamente un giro in gondola ha il suo fascino, ma anche il suo costo!

Una volta era più difficile sapere quanto costava il giro in gondola, dovevi chiedere, e i gondolieri facevano il prezzo che volevano a seconda che il turista fosse italiano o straniero. Ora il tariffario è esposto. Per tutti coloro che si chiedono quanto costi, ecco qua: 80 euro ogni mezz’ora se diurno, 100 € se notturno. Ci sono ovviamente punti più belli dove salire e punti più …”sfigati”!!!

Con la crisi post Covid a volte si può trovare anche a meno. Ho sentito di persone che sono riuscite a spuntare un prezzo di 50 €!

Non tutti i gondolieri sono uguali: ci sono quelli simpatici e quelli che detestano i turisti. Ci sono persone oneste… e ci sono alcuni che a volte barano sul tempo: anziché 1 ora fanno magari 45 minuti.

Se vostro figlio vuole provare l’ebbrezza della gondola ma non ve la sentite di spendere quella cifra, potete fare un giro sul gondolino, ovvero il servizio di attraversamento del Canal Grande, fatto in Gondola, che costa 2 euro. Ci sono 3-4 punti dove poterlo fare ma i gondolieri più gentili sono quelli di San Tomà.

Dove dormire a Venezia

Come dicevo, non avevo mai dormito prima d’ora a Venezia. Ho scelto una dimora storica affacciata sul Canal Grande, a pochi passi dal Ponte di Rialto. La posizione era super comoda perché siamo arrivati a piedi dalla stazione (volendo si può optare anche per la via d’acqua) e una volta mollati i bagagli abbiamo girato per il centro liberamente. Tutto a portata di mano!

La nostra camera era molto spaziosa, con addirittura un tavolino con 4 poltroncine e un enorme lampadario di vetro di Murano al centro della stanza.

Sono stati mantenuti elementi architettonici originari, come le antiche porte e alcuni affreschi, ben mescolati con uno stile di arredamento elegante e raffinato. Anche il bagno era grande con doppi lavabi. Il pavimento era in pendenza! Mi ha fatto vivere davvero l’atmosfera veneziana.

Lo staff è stato molto gentile: il ragazzo in reception ci ha dato molti consigli utili e ci ha permesso di tenere i bagagli in hotel anche dopo il check-out. La colazione era buona, e servita secondo le regole sanitarie corrette. Abbiamo concordato un orario e a quell’ora ci hanno servito quello che preferivamo.

Questo il sito: https://www.leonbianco.it/

Dove mangiare bene a Venezia spendendo poco

Prima di partire per Venezia ho chiesto ad amici e conoscenti un po’ di indirizzi su dove mangiare per pranzo o cena. Come sempre sono stata sommersa di ottimi consigli, alcuni dei quali li ho seguiti. Ecco quindi che ve li riporto qui sotto, magari vi salvate questo post per quando ci andrete!

  • Ristoteca Oniga (Dorsoduro 2852) : un’osteria storica con grande ricerca di ingredienti di qualità, molti presidi Slow Food, prodotti bio. Grazie a Stefano Gorgoni per il consiglio.
  • Antiche Carampane (San Polo 1911): nascosto fra calli e campielli vicino al mercato del pesce. Non esconomico, giustificato dalla grande attenzione alla materia prima. Grazie a Costanza Yael Aviv Castelnuovo Tedesco per il consiglio.
  • Osteria La Bottega Ai Promessi Sposi (Cannaregio, Calle dell’oca 4367). Piccolo ristorante fuori dai circuiti turistici, con servizio informale, con piatti locali e cicheti da provare. Grazie a Marianna Marzi per il suggerimento.
  • Antico Calice (vicino a Rialto). Ci mangiano i gondolieri. Prezzi medi ma considerata la zona… Grazie a Valeria Minghetti.
  • Trattoria Anzolo Raffaele (zona Dorsoduro). Grazie a Georgette Jupe.
  • Gam gam, ristorante Kosher (Cannaregio). Grazie ad Azzurra Bimbi. C’ero stata nel 2011 (leggi questo post!).
  • Alle Due Gondolette (Cannaregio). Grazie a Miriam Bertoli veneziana doc.
  • Casa Cappellari (Dorsoduro). Elegante, raffinato, con rivisitazioni dei piatti tipici. Più caro delle trattorie ma sempre proporzionato alla qualità del cibo. Grazie a Romena Brugnerotto.

Grazie anche a Stefania Pianigiani che mi ha inoltrato un paio di link di Agrodolce, dove sono riportati molti dei nomi presenti anche qui.

Andar per cicheti

A Venezia è d’obbligo assaggiare i cicheti, ovvero piccoli bocconcini di assaggi gastronomici, paragonabili alle tapas (ma occhio a dirlo a un veneziano!) da gustare sorseggiando un’ombra (bicchiere) di vino o uno spritz. Ci sono tantissimi posti dove assaggiarli, e spesso sono un modo economico per pranzare o cenare.

Ci sono zone a Cannaregio con tanti locali, uno dietro l’altro, in cui hai solo l’imbarazzo della scelta. Partendo da Fondamenta della Misericordia con Vino Vero fino fino a Fondamenta dei Ormesini con il famoso Al Timon.

Se il primo è un po’ più caro, ma mi dicono ottimo per la selezione dei vini, il secondo è ormai famosissimo: dalle 18.00 si riempie di persone che sorseggiano spritz o vino sulla zattera galleggiante. Noi per questioni di orario (erano le 20) ci abbiamo anche cenato. Si mangia bene, ma tenete presente che fanno prevalentemente carne.

Venezia: 2 luoghi per fare belle foto

Concludo il post con 2 consigli per chi ama scattare belle foto ricordo. Probabilmente sono ormai più che noti, visto che ci ho trovato la coda in entrambi. Ma se non li conoscete, segnateveli!

La libreria Acqua Alta

C’è un posto di Venezia molto popolare su Instagram: la libreria Acqua Alta. Basta fare una ricerca su Instagram per geo-localizzazione o per hashtag per rendersene conto.

In effetti è un posto abbastanza singolare: sia per la dislocazione dei libri un po’ ovunque, persino dentro una vera gondola al suo interno, che per i gatti che circolano liberamente. Ma il motivo per cui gli instagrammer la amano tanto è per due punti top dove farsi il selfie: una gondola in acqua e la famosa scala di libri.

Io ci sono passata davanti per caso – non avevo preso in considerazione l’idea di trascinarsi la famiglia! mio marito detesta queste cose – e l’ho riconosciuta per la lunga coda al suo ingresso. Incredibilmente siamo entrati, lui non si è neppure addentrato fino in fondo, ma si è fermato negli scaffali all’inizio ed è pure riuscito a comprare un vecchio libro su Venezia.

Io ho provato ad avvicinarmi ai 2 punti instagrammabili e… che coda! e soprattutto una pessima atmosfera tipo catena di montaggio. Una sfilza di ragazzine in posa, tutte per la stessa foto. Mi sono così scocciata che non ho voluto fare il selfie. Ho scattato la foto alla scala per ricordo e stop.

Sono invece salita sulla gondola perché me lo ha chiesto mio figlio. E visto che a quel punto c’era solo l’imbarazzo della scelta per chiedere a qualcuno di scattare…

T Fondaco dei Tedeschi

Il secondo posto che merita una visita è la terrazza panoramica all’ultimo piano di T Fondaco dei Tedeschi, un centro commerciale di lusso stile Rinascente. Un tempo questo grande edificio affacciato sul Canal Grande era il magazzino dei mercanti tedeschi, con origini che risalgono al 1300 (e ricostruzioni successive a causa di incendi). In tempi più recenti è stato un ufficio postale di primaria importanza. Quando nel 2008 venne ceduto a Benetton, per trasformarlo in un centro commerciale, la città gli impose di tenere aperta la terrazza a tutti gratuitamente.

La salita è gratuita, ma va prenotata. Non fanno accedere senza prenotazione (controllano!). Il tempo di permanenza in terrazza è di massimo 15 minuti e per un totale di 80 persone. La vista merita davvero: sia sul Canal Grande che sulle altre zone della città.

Bello anche l’edificio che ruota tutto intorno a una corte interna sulla quale si affacciano le arcate. Si immagina bene il suo ruolo di magazzino per mercanti.

Venezia… ne vale sempre la pena

In conclusione: ho apprezzato girare per una Venezia un po’ meno affollata del solito, anche se non completamente deserta, come dicono fosse nel mese di Maggio. Ho amato vederla di notte, quando le strade si svuotano e si respira un’altra aria.

Mi è piaciuto tornarci con calma, senza farsi prendere dalla foga di vedere le attrazioni principali, ovvero Rialto, San Marco, Palazzo Ducale, Ponte dei Sospiri, etc.

Come Firenze e Roma, è una città che si gode appieno se si visita più volte e magari lontano dalle folle. Questo 2020 ce ne offre l’occasione, non credo ricapiterà tanto facilmente.

Ho spulciato sul blog il vecchio articolo: ero stata a Venezia nel 2011. Prima che nascesse mio figlio. Allora giravo la città usando… Foursquare! Instagram era nato da un annetto e non era così diffuso come oggi. Niente stories, niente condivisioni. Come cambiano le cose in 10 anni!



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