25 settembre 2014 • 1 commento

Lanzarote, to the Moon & back

Mare

Mare, montagna o città estera? Se si parla di ferie estive e di “meta ideale”, ognuno ha un proprio gusto al riguardo. Ormai tre anni fa, ho scoperto come non necessariamente una possibilità escluda l’altra. Per me questa scoperta ha avuto il nome di Lanzarote.
Lanzarote fa parte dell’arcipelago delle Isole Canarie, è la quarta isola come dimensione ed è stata nominata riserva della biosfera dall’UNESCO.

La prima cosa che mi ha colpito dell’isola è la sensazione, immediata, di essere sbarcati su un altro pianeta: il bianco accecante dei palazzi e delle case contrasta con il paesaggio nero e rosso, adornato da palme, cactus e ciottoli di pietra lavica. Le due caratteristiche principali delle Isole Canarie sono di essere isole vulcaniche e di avere una temperatura mite durante tutto l’anno che si aggira sempre intorno ai 20°, con piogge rare. Questo permette di godersi le spiagge di Lanzarote anche in piena estate, senza provare mai la sensazione di “caldo asfissiante” ma, anzi, godendo continuamente di un venticello piacevole e frizzante (consiglio infatti di vestirsi un po’ più pesanti la sera, ma l’estate italiana appena trascorsa dovrebbe ormai averci abituati a questo tipo di clima!).

playa blanca

Allo stesso tempo, non ho mai trovato la folla accalcata sulle spiagge tipica di certe mete estive italiane (e non solo). Devo però premettere che ho visitato l’isola nel 2011 e che, proprio quell’anno, Ryanair ha inaugurato i voli diretti alle Isole Canarie, quindi non so se nel frattempo le cose siano cambiate.

Il nostro appartamento (fissato come di consueto su Bookings) si trovava a Puerto Del Carmen, che avevamo scelto anche come punto strategico per visitare il resto dell’isola. Il mezzo ideale per visitare Lanzarote è sicuramente l’auto, ovunque si trovano diversi autonoleggi e il prezzo della benzina è decisamente più basso.

Fundación César Manrique

Il fascino di Lanzarote deve tanto all’artista César Manrique, scomparso nel 1992, che ha reso l’isola un museo a cielo aperto. Manrique ha infatti influenzato tutta l’archittetura e l’urbanistica del posto. Il sunto di tutta la sua opera si può trovare nella Fundación César Manrique, casa dell’artista diventata poi museo in seguito alla sua morte. Qua la natura e l’ambiente si integrano perfettamente insieme e i giochi d’acqua rendono il museo un luogo magico e incantato. Vale la pena vederlo!

jameos del agua

Così come vale la pena vedere il meraviglioso spettacolo del Jameos del Agua. Si tratta di una grotta il cui tetto è in parte crollato e, nella parte coperta, si trova una meravigliosa pozza d’acqua cristallina che crea dei riflessi molto belli e suggestivi. All’interno dell’attrazione è stato realizzato anche un ristorante (dove consiglio di cenare una sera!), una piscina sempre opera di Manrique molto bella ed infine un piccolo museo sull’attività vulcanica delle isole.

jameos del agua (2)

Altre attrazioni interessanti da vedere sono: il “Jardin de Cactus”, un immenso giardino dislocato su più livelli con tantissimi esemplari di cactus.

jardin de cactus

Da vedere anche il “Mirador del Rio”, da cui si può ammirare uno splendido panorama dell’isola e “Cueva de los verdes”, un affascinante tunnel vulcanico.

el diablo

Ma soprattutto, se andate a Lanzarote, non potete esimervi dal visitare il “Parco nazionale del Timanfaya”. Fin dall’ingresso del parco (ad accogliervi troverete la statua “El diablo” realizzata da Manrique e simbolo dell’isola) si ha la sensazione di trovarsi in un paesaggio surreale (non c’è da stupirsi che proprio qua siano state girate diverse scene del capolavoro di Stanley Kubrick, “2001: Odissea nello spazio”). Il biglietto di ingresso dà diritto ad un giro in bus che ti porta ad esplorare tutti i crateri del Timanfaya fino in cima (con tanto di guida che racconta le violente eruzioni del vulcano avvenute più di 200 anni fa)… il percorso è spettacolare! All’interno del parco si trova anche un ristorante specializzato in carne alla brace: la carne viene cotta sfruttando direttamente il calore del vulcano ancora attivo!

Se poi, come me, siete appassionati di mercatini artiginali, l’isola non vi deluderà: la domenica mattina, nella cittadina di Teguise, si svolge un mercato molto grande che richiama tanti turisti e non solo (vengono addirittura realizzate escursioni dalla vicina isola di Fuerteventura). Qua si trova di tutto: dai prodotti locali (tanti cosmetici realizzati con l’aloe vera) a bigiotteria artigianale e i prezzi sono davvero contenuti.

Se poi avrete più di qualche giorno, sicuramente merita organizzare un’escursione alla vicina Fuerteventura. I traghetti costano poco (quando siamo andati noi meno di 10 euro a testa!) e l’isola offre delle spiagge favolose: enormi, selvatiche e per niente affollate.

Lanzarote per me è stato il classico esempio di come la vacanza di mare non voglia dire per forza starsene spiaggiati tutto il giorno sotto l’ombrellone, ma possa offrire anche tanto altro: natura, paesaggi suggestivi, arte e, ovviamente, anche spiagge meravigliose. Per me il suo fascino è stato proprio quello di riuscire a coniugare insieme tanti aspetti diversi, andare incontro ad esigenze di ogni tipo, senza essere troppo turistica come lo sono altre isole canarie, per esempio Tenerife e Gran Canaria. Questo non vieta comunque di starsene tutto il giorno in spiaggia, a leggere un bel libro sotto l’ombrellone, che ha sempre il suo fascino!



Lascia una recensione

1 Comment on "Lanzarote, to the Moon & back"

Notificami
Ordina per:   più nuovi | più vecchi | più votati
trackback

[…] Lanzarote: to the moon and back […]

wpDiscuz