25 settembre 2011 • 4 commenti

Pianosa, da isola dei carcerati a isola ricercata…

Mare

Pianosa è una delle isole dell’Arcipelago Toscano meno visitate e meno note ai turisti. E’ rimasta pressochè isolata per decenni, per via del penitenziario che si trovava sull’isola fin dal 1800 e che ha chiuso nel 1997. Tuttoggi ha ancora molti limiti nell’accesso, nell’attracco e nella balneazione.

A meno di 1 ora dall’Isola d’Elba

Io non c’ero mai stata, ma ho scoperto che quest’estate, dal 13 giugno, un comodo traghetto collega l’Isola d’Elba a Pianosa, con una corsa che parte al mattino (intorno alle 10) e rientra al pomeriggio (alle 17). Così, approfittando di un tiepido sabato di settembre, ho deciso di fare questa escursione verso l’isola dei carcerati.

L’imbarco è a Marina di Campo, il traghetto per Pianosa impiega circa 45 minuti per fare il breve tratto di costa che separa le 2 isole (lungo il quale non è raro avvistare i delfini!). Il costo è 18.50 € per i non residenti, più 6 € di “tassa” per accedere a Pianosa (a luglio e agosto è addirittura di 12 euro!).

Sull’isola di Pianosa oltre a un piccolo ristorante bar, da quest’anno c’è anche un piccolo hotel di 10 camere. Sono piccole, ma graziose, arredate con mobili nuovi e ognuna con un colore diverso. Il prezzo per dormire una notte a Pianosa è di 50 € compresa la colazione, ma se si vuole pensione completa il prezzo è 90 €. Fra l’altro il ragazzo che molla le cime al traghetto è lo stesso che gestisce il bar e l’hotel! Per prenotare potete telefonare al 3664863363 (chiedete di Filippo). Sicuramente passare una notte sull’isola di Pianosa è molto romantico e suggestivo, ma è bene sapere che oltre al ristorante non c’è nientaltro sull’isola. Forse per due ragazze giovani potrebbe essere un po’ desolante, in ogni caso noi tanto eravamo al nostro solito Hotel Lacona.

Dopo la chiusura del penitenziario, un’isola semi abbandonata

L‘isola è molto bella e ha mantenuto intatto il suo fascino: il paesino intorno al molo appare come una città fantasma dove gli abitanti sembrano scappati all’improvviso: porte sbarrate, muri pericolanti e case che cascano a pezzi, vecchie insegne scolorite e cabine del telefono rimosse. Temo che presto qualche operazione speculativa lo trasformerà nell’ennesima meta per il turismo di massa. Per il momento vi potete gustare un’atmosfera surreale, decadente ma di grande bellezza.

Purtroppo è proibito girare liberamente sull’isola di Pianosa. Se volete vedere qualcosa dovete accettare di prender parte a uno dei tour organizzati dalle guide: il giro con le bici (circa 2 ore, costo 18 €, difficoltà lieve), oppure col calesse. O infine il tour a piedi per il paese abbandonato (5 €).

La zona balneabile è solo quella contigua al porto, davanti al vecchio penitenziario. L’acqua è cristallina, ricca di pesci che nuotano tranquillamente (è proibito pescare) fra scogli affioranti e lunghe strisce di sabbia chiara che rendono il colore dell’acqua degno dei Caraibi. Da portare la maschera e boccaglio.

Peccato non poter scoprire le altre calette dell’isola, reclamizzate da cartoline e libri. Su questo la guardia forestale è severissima: nella giornata in cui c’ero io, una coppia è stata multata di 204 € a testa per aver superato la zona balneabile.

Oltre ai divieti per il bagno, è proibito prelevare conchiglie, sassi, bastoni, cogliere fiori o danneggiare l’ambiente. La guardia forestale è molto severa nel controllare che questi divieti vengano rispettati.

L’ex carcere di massima sicurezza di Pianosa

Sull’isola sono molto evidenti le tracce degli ex carcerati: una piccola mostra fotografica mostra la vita dell’epoca con aneddoti interessanti (Sandro Pertini fu incarcerato a Pianosa!), e sulla spiaggia alcune vecchie celle “vista mare” lasciano il turista un po’ sorpreso.

Pianosa: un’isola incontaminata dove la natura regna ancora padrona…



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4 Commenti on "Pianosa, da isola dei carcerati a isola ricercata…"

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antonella massa
Ospite

Belle le foto, che macchina usi? Il taglio sNelly, mi piace molto! Faccio finta di non averlo letto, cosa mi verrà fuori a me?anto

nelli
Ospite

grazie dei complimenti, uso una Nikon compatta Coolpix
🙂
scrivi scrivi tanto tu sicuramente darai un taglio più culturale rispetto a me!

sandro
Ospite

Ho fatto servizio per cinque anni a pianosa, l’isola è stupenda, peccato che sia in sato di abbandono, io sono andato via dall’isola ad agosto 1997, sicuramente se rimaneva istituto le case, la terra coltivata, il porto, sarebbero rimasti intatti, le foto sono stupende, guardandole mi vengono i brividi, speriamo che trovino una soluzione per sistemare questo splendore unico.

nelli
Ospite

Grazie Sandro per il suo commento. Anche io spero che trovino una soluzione, l’isola è davvero bella.

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