4 agosto 2014 • Nessun commento

Alba in malga: che emozione mungere le mucche!

Weekend in Italia

Lo scorso fine settimana sono stata invitata dall’APT del Trentino a fare un’esperienza davvero unica: l’iniziativa si chiama Albeinmalga e prevede, per tutta l’estate, la possibilità di dormire o visitare una malga e prendere parte alle loro attività. Nel mio caso la malga in questione si trova in Folgaria (che coincidenza, eh!) e l’attività proposta, oltre a “recuperare” le mucche sparse per la montagna, era quella di mungerle!

mucche a riposo

Ci siamo dovute alzare prestissimo, che era ancora buio (4.15!), partire dal nostro albergo – il delizioso Hotel Vittoria del quale parlero’ più avanti – e arrivare fino in macchina a Ortesino. Da lì attraverso un sentiero ripido nel bosco, al buio, siamo salite fino ad una certa quota, dove la valle si apriva. Via via che i raggi del sole facevano capolino (per fortuna le previsioni meteo avevano coompletamente sbagliato!), il panorama davanti ai nostri occhi si apriva sulle montagne ricoperte di prati verdi, alberi maestosi ed enormi mucche!

il pastore spinge le mucche in malga

Dopo pochi minuti è sceso il pastore, un bel ragazzo che nella stagione invernale fa il maestro di sci, e in estate, per passione, sta dietro alle mucche. Ci ha chiesto di dargli una mano a spingere sù verso la malga le sue Clementina, Dorina, Clelia, ecc.

Malga Vallorsara in Folgaria

La nostra meta era la Malga Vallorsara, a circa 1500 m.s.l, un’azienda a gestione familiare che alterna l’attività agricola, a quella di agriturismo (una notte costa 25 €, con la colazione 30 €, pensione completa 60 €) a quella di ristorante (un piatto unico con polenta, canederli, formaggio costa 10 €).

malga vallorsara

Una volta giunti a destinazione, ancora avvolta fra nubi, ci hanno fatto entrare nella stalla, dove su opportune balaustre, le mucche erano pronte per la mungitura.

Devo ammettere che ero un po’ preoccupata, temevo di non riuscire a farlo. Invece me la sono cavata alla grande. Che impressione sentire quella mammella calda fra le mani!!!

mammella mucca

Come si fa il formaggio

Dopo aver finito di raccogliere il latte ci siamo spostati all’esterno, dove il simpatico Alfredo ci ha mostrato come viene realizzato il formaggio: il latte ancora caldo viene versato in un apposito macchinario, dove prima viene mescolato con un innesto e poi con il caglio (ricavato dallo stomaco dell’agnello o del capretto), poi non appena solidificato, viene frantumato in piccoli pezzi, separato siero da parte solida e infine versato negli stampi, dove viene stagionato o conservato a seconda del tipo di formaggio che si vuole ottenere. Abbiamo potuto anche assaggiarlo appena fatto, era caldo!

come si fa il formaggio in malga

Il formaggio famoso di questa zona di chiama Vezzena, e oltre a essere rigorosamente controllato, ha dei requisiti ben precisi: il latte deve essere di alpeggio, le mucche devono pascolare nelle montagne della Folgaria e persino la lavorazione deve avvenire in Folgaria. Sono soprattutto le erbe dei pascoli di questa zona che gli conferiscono un determinato sapore.

formaggio vezzena

Dopo aver fatto il formaggio – fra tutto ci abbiamo messo una quarantina di minuti – ormai il sole era alto, la fame pure e così ci siamo accomodati dentro all’Agritur dove ci aspettava una super colazione a base di torte e crostate fatte in casa, yogurt, biscotti, formaggio, speck, caffè, latte e tante altre bontà. Mi sembrava fosse un pranzo! Ma erano solo le 8 del mattino, ma eravamo tutti affamati.

colazione in malga

Finita la colazione, siamo usciti e aproffitando del tiepido sole, ci siamo avviati a piedi lungo il bosco, in direzione del Passo Coe (circa 45 minuti a piedi).

sentiero passo coe folgaria

Passando da prati in fiore, laghetti e boschi, abbiamo cambiato vallata, fino a giungere al laghetto artificiale che serve per i cannoni delle piste da sci e al “museo” della Base Tuono, dedicato alla guerra fredda. Di questo incredibile luogo parlero’ in un altro post, perché mi ha molto colpito, con i missili, l’hangar e tutto il resto. Questo primo post voleva rendere omaggio alla Malga Vallorsara, che con i suoi formaggi, le mucche e le deliziose persone che ci lavorano, mi è rimasta nel cuore.

malga vallorsara

Per ora concluderò questa prima parte del racconto con il pranzo al Rifugio Coe dove ero stata lo scorso inverno (vedi post). Un bel pranzetto a base di polenta, formaggio fuso e funghi! E per concludere lo strudel.

pranzo al rifugio coe

Dopo pranzo siamo rientrate a Folgaria, ma la giornata non è finita qui! siamo state a Lavarone, al Forte Belvedere… ma questa è un’altra storia.

Una nota di servizio: per comprare questi ottimi formaggi, ci siamo fermate a Costa di Folgaria, dove c’è il caseificio e lo spaccio aperto al pubblico (anche la domenica). Lo consiglio! E’ vicino all’Hotel Biancaneve. Ci si arriva a piedi dal parco giochi o in auto, lungo una piccola strada sterrata.

maso engher

Per quanto riguarda Albeinmalga: nel nostro caso eravamo invitate, ma insieme a noi c’erano tante altre persone che partecipavano all’iniziativa. Ogni fine settimana, a turno, una diversa zona del Trentino, propone questo tipo di attività. Basta informarsi: http://www.visittrentino.it/albeinmalga.

Farò presto altri post ma ho voluto scrivere questo a caldo, appena tornata. Ho negli occhi la vista delle montagne e nel naso il profumo dei prati di montagna.

prati di montagna

Amo la mia Toscana, ma ammetto che anche il Trentino è bellissimo.

Un ringraziamento speciale alla mia compagna di avventure Ylenia, con la quale è sempre un piacere viaggiare!



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