28 gennaio 2014 • 1 commento

Alla ricerca delle geishe a Kyoto

Grandi viaggi

Torno a parlare di questo viaggio in Giappone, a distanza di anni, perchè mi sono accorta che molti ricordi stanno svanendo e voglio fermarli su carta. Pardon, su schermo! E’ vero il viaggio risale al 2007, ma ci sono cose che sono ancora ben impresse nella mia mente. Come ad esempio la “caccia” d’avvistamento delle Geishe. Tutti coloro che hanno letto il libro o visto il film “Memorie di una Geisha” non possono visitare il Giappone, senza fare almeno il tentativo di avvistarne una.

Creature raffinate che spesso in Occidente vengono fraintese e paragonate a prostitute d’alto borgo – che errore! – le geishe sono in realtà timidissime e molto difficili da avvicinare. Si leggono ogni tanto articoli che ci avvisano che stanno scomparendo, dal momento che il lungo apprendistato scoraggia le nuove generazioni. Saranno destinate a scomparire? chissà.

A Tokio non se ne trova traccia. A Kyoto c’è un quartiere rinomato, Gion, un dedalo di piccole stradine con case in legno e “locande” dove i giapponesi vanno a cena, e a parlare di lavoro, e le geishe ancora oggi si esibiscono, nonché intrattengono, con canti e balli, i clienti. Le locande si individuano facilmente grazie ad alcune lanterne rosse poste sull’esterno. Questi posti spesso sono offlimits per noi occidentali. Quindi l’unico modo per avvistare una Geisha una è stare in attesa in una di queste strade e sperare di vederne passare una, col suo passo svelto. I punti migliori sono la stradina Pontocho, parallela al fiume, e Hanami-koji dori. Il momento migliore la sera, prima o dopo cena.

Il problema è che insieme a voi, in attesa ci saranno decine di altri curiosi, turisti, fotografi armati di zoom, tutti pronti a scattare al più piccolo movimento di kimono colorato. Noi siamo state per un bel po’ ad aspettarle. Il caldo opprimente dell’estate giapponese fa passare la voglia di restare ore in piedi ad attendere.

E quella che vedrete, se avrete fortuna è una Maiko, ovvero un’apprendista geisha, riconoscibile dai colori sgargianti e dal trucco più vistoso.

Ma alla fine siamo state premiate! più veloce di un ninja, più sinuosa di un gatto, più leggera di una libellula, nonostante i grossi geta, eccola che esce da una casa in legno e si infila in un altro pertugio!

Un’esplosione di clic delle macchine fotografiche, un’eccitazione vibrante nell’aria in tutti coloro che non aspettavano altro, accompagnano i pochi secondi durante i quali la splendida Maiko fa la sua apparizione.

Se sei interessato al Giappone leggi anche:

http://www.ioamoiviaggi.it/viaggio-giappone-cosa-sapere-quando-andare-cosa-vedere/



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