6 aprile 2015 • 1 commento

Museum of London Docklands

Viaggi in Europa

Dopo la sede principale del Museum of London, nella City, ci è venuta voglia di visitare anche la “succursale” nei Docklands, altra zona di Londra dalla storia lunga e travagliata. Per raggiungere questo museo abbiamo preso il famoso treno DLR senza guidatore, che viaggia su un binario sopraelevato, scendendo alla fermata Limehouse xx. In alternativa si può anche arrivare con la metro, scendendo a Canary Wharf, altra zona di Londra oggi connotata da grattacieli e un distretto business di tutto rispetto. Dalla fermata della metro sono pochi passi a piedi e si passeggia fra cemento e acqua, in uno scenario davvero particolare.

capolinea DLR a Londra a Canary wharf

Il museo è piccolo e quando lo abbiamo visitato noi. era sotto un intervento di restauro e riorganizzazione degli spazi. Nonostante ciò mi è molto piaciuto. Si trova in uno dei tanti Docks, che nei secoli hanno occupato la vasta e variegata area portuale del fiume Tamigi.

museum of london docklands
Da quel che ho capito, con lo sviluppo della città, sono cambiate molto le aree dove attraccavano le navi e venivano stoccate le merci: dai primi West India Docks di fine 1700, creati dai mercanti per il commercio degli schiavi, e l’importazione di rum e zucchero, più altre materie prime, al Victoria Dock aperto nel 1855 e pensato per le navi a vapore, il porto è evoluto sia per esigenze di crescita del porto, che per mutamento del tipo di nave (prima a vela, poi a motore appunto).

il porto di londra come mercato degli schiavi
Quel che è rimasto comune in questo percorso, è la vita piuttosto povera e degradata di chi qui sopravviveva: dai marinai, agli addetti al molo, a tutta la popolazione che frequentava i Docklands (locandieri, prostitute, mercanti, ecc.).

museum of london docklands
Bella la ricostruzione della Sailortown, e tutta la parte informativa sulla vita nel porto, le imbarcazioni, i ponti e i problemi del Tamigi, inclusa l’innovativa opera ingegneristica che per prima vide la costruzione di un tunnel sotto il fiume nel 1825 (anno di inizio lavori). Bella anche la parte dedicata al II conflitto mondiale.
Il museo arriva fino ai giorni nostri, con la riqualificazione dell’area, per molto tempo semi-abbandonata, iniziata negli anni ’80, con il piano di incentivi per gli investitori che volevano aprire un’attività qui, la creazione della Docklands Light Railway (DLR) e il recupero del London City Airport (dove siamo atterrate noi, davvero comodo!).

porto di londra in passato

Il Porto di Londra è attivo ancora oggi, nonostante la chiusura di molti Docks, le industrie legate all’attività portuale vedono impiegate oltre 31.000 persone. Ogni anno circa 50 milioni di tonnellate di cargo passano dagli 80 terminal, per un totale di oltre 2 milioni di passeggeri che arrivano via fiume per motivi business o leisure.

Nonostante sia un museo di nicchia, defilato (e per questo un po’ fuorimano) lo consiglio se viaggiate con bambini. E’ una visita molto istruttiva. L’edificio è molto carino e accogliente, ricavato da un antico magazzino, del quale sono rimaste intatte le travi portanti. Ci sono i lockers (armadietti) a 1 € dove potete riporre anche il vostro trolley (noi dopo questa visita andavamo in aeroporto).

lockers al museum of london

Il bar del museo invece è trascurabile: l’ambiente è molto carino (inclusi i bagni) ma la qualità dei dolci è inferiore a quella provata nell’altro. Ovviamente, come tanti musei a Londra, l’ingresso del museo è libero.



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[…] Nel prossimo post parlerò anche del “gemello” Museum of London Docklands. […]

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