7 giugno 2014 • Nessun commento

Escursione in Tunisia con Veratour

Grandi viaggi

Ieri abbiamo fatto un’escursione di Veratour, che ci ha permesso di conoscere meglio la Tunisia: un paese grande la metà dell’Italia e con circa 12 milioni di abitanti. Mentre con il pullman passavamo lungo oliveti immensi, deserti rocciosi e cittadine tunisine, Hassan il nostro assistente Veratour, che è tunisino, ed è laureato in archeologia punica, ci ha raccontato aneddoti e storie molto interessanti. Ho potuto quindi sapere che l’agricoltura è un’attività che rappresenta una percentuale molto piccola, rispetto al turismo, tuttavia la produzione di olio è molto rilevante, al punto da far diventare la Tunisia il quarto paese al mondo (dopo Italia, Spagna e Grecia), nonché uno dei maggiori esportatori (persino la Carapelli acquista olio d’oliva tunisino per tagliare quello italiano!).

Il nostro tour è iniziato alle 8. Dopo aver lasciato l’isola di Djerba passando sulla famosa diga romana, dopo pochi km abbiamo avvistato il primo di uno dei molteplici laghi salati. Sono molto affascinanti. Ce n’è uno di ben 5000 km quadrati!

lago salato in tunisia
Poco oltre invece ci siamo fermati a bordo strada per avere un’idea di cosa siano le dune del deserto: il Sahara è veramente vicino e il vento porta fin qua la polvere; è talmente fine che chiamarla sabbia non è corretto. La guida ci ha invitati a toglierci le scarpe per camminare a piedi nudi su questa sorta di moquette. Fantastica!
dune di sabbia in tunisia

Dopo un bel po’ di pullman, verso le 10.45, finalmente eccoci a Tataouine, una cittadina che è abbastanza importante, anche se non è né bella né ricca di monumenti. E’ capoluogo, ma soprattutto è un punto di passaggio strategico: a poca distanza c’è la ricca Libia e quindi è tutto un andarivieni di camion e commercianti fra i due Paesi. Noi abbiamo girato per il Souk, dove ho comprato uno dei tipici cappelli di paglia tunisini (5 €).
tataouine il souk

La cittadina è anche famosa per il suo mercato di spezie. Ma ormai i venditori sono abituati ai turisti… imparare a contrattare tutto!

tataouine il mercato delle spezie
Poi siamo entrati in una pasticceria specializzata nei famosi “corni di gazzella“, ovvero dei dolci tipici della zona, altro non sono che degli involtini di mandorle, ricoperti di pastella, fritti e passati nel miele. Ci sono varianti anche con la cannella. Nel negozio è possibile acquistarne una confezione per 10 dinari (=5 euro) da portare via.
corni di gazzella
Come dicevo, la zona non è distante dal confine con la Libia, ecco perchè si trovano lungo la strada venditori abusivi di benzina, che in Libia costa pochissimo. E’ un modo come un altro per sbarcare il lunario, considerato che molti tunisini guadagnano poco (circa 300/400 € al mese).

venditori abusivi di benzina in tunisia

Alle 11 siamo ripartiti per visitare la famosa Chinini, detta anche la città fantasma. La montagna è piena di buchi, dove un tempo vivevano le tribù berbere che, per sfuggire al caldo, scavavano dentro la roccia.
chenini in tunisia
Ho scoperto che si chiamano semi-trogloditi, perchè a differenza di Matmata dove scavano completamente sottoterra, qui scavano (parzialmente) dentro la montagna. I primi insediamenti risalgono al 1200. Sotto il sole cocente ci siamo arrampicati a 600 metri per dare un’occhiata da vicino ad alcune di queste abitazioni ormai deserte, anche se ci hanno detto che ci vivono ancora alcune persone.
chenini la città fantasma in tunisia

In una di queste c’è un’anziana signora vestita con i costumi tipici berberi, che per pochi dinari si lascia fotografare.
anziana berbera tunisina
Alla fine siamo scesi per il pranzo, dove abbiamo mangiato cous cous con pollo, carote, cipolle e verza. Devo dire che non era male. Il pranzo era incluso nella gita e anche l’acqua, mentre le altre bibite erano a pagamento (ma 1 Coca costava 1 €!). Nel complesso Chinini mi è piaciuta, ma una cosa mi ha dato molto fastidio: è tenuta molto male, con rifiuti ovunque. Dentro le vecchie case ci sono bottiglie di plastica, lattine, e persino un’antenna parabolica! Considerato il patrimonio che c’è potrebbero averne più cura.

Ah una curiosità: una delle montagne di fronte a Chenini è stata usata come set in uno dei film di Guerre Stellari (prima trilogia).

set dove hanno girato guerre stellari in tunisia
Ultima tappa della gioranta il granaio di Ksar Heddada che mi è piaciuto davvero tanto. Anche qui hanno girato un episodio di Guerre Stellari: la Minaccia Fantasma nel luglio del 1997 (come avranno fatto con quel caldo!).
set di guerre stellari la minaccia fantasma in tunisia
Il vecchio granaio, non più usato da secoli, è pero’ conservato abbastanza bene: una parte addirittura è stata trasformata in hotel e ristorante.

ksar hedada tunisia

Ma anche le parti che sono rimaste come un tempo, seppur un po’ rovinate, mantengono il loro fascino e ci si può divertire ad arrampicarsi su e giù dalle scale e dai tetti.

ksar hedada tunisia

Siamo rientrati in hotel alle 16.30, contenti di aver scoperto un altro aspetto della Tunisia.
Leggi anche i post:
prime impressioni
giro dell’isola di Djerba

Ecco la gallery di foto della giornata:



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