22 febbraio 2013 • 1 commento

La mia seconda volta a Parigi

Viaggi in Europa

Parigi è una città immensa. Ogni volta che pensi di averla finalmente compresa e pensi di aver visto non dico tutto ma abbastanza, ecco che ti rivela che c’è molto altro da vedere. In ogni caso, se la prima volta che si va a Parigi, si è colti inevitabilmente dalla sindrome devo-vedere-tutto-in-un-weekend, già la seconda volta, si riesce ad accettare il fatto che si vedrà solo una parte della città. E forse ci si rilassa di più.

La prima volta che sono stata a Parigi avevo circa 25 anni e in una settimana ho visto Louvre, Gare d’Orsay, Tour Effeil, Eurodisney, Notredame (le torri), il Cimitero di Pere-Lachaise, Montmartre. Di quella vacanza fatta a Capodanno ricordo 2 cose: il freddo disumano e le code chilometriche per entrare nei musei. Ah ovviamente ricordo anche che mi sentivo isolata, dal momento che non parlavo (e non parlo tuttora) francese.

Stavolta ho deciso, prima di partire, che non sarei entrata in nessun museo o attrazione che imponesse una coda superiore ai 15 minuti. Ho impostato la mia vacanza su passeggiate all’aria aperta e su alcuni indirizzi di posticini buoni dove mangiare, grazie ai preziosi consigli di un amico che ha casa a Parigi. Ho deciso di prendermi i miei tempi, per ammirare le cose.

Cosa vedere a Parigi oltre ai Musei

Cos’ho visto?

  • La Torre di Montparnasse e il cimitero omonimo
  • Notredame (l’interno)
  • Saint Germain
  • La città della Scienza
  • Il mercato d’Aligre
  • Promenade de Plantée
  • Il Marais
  • Giardini di Luxembourg

Nei prossimi giorni farò alcuni post dettagliati su alcune delle cose viste e ovviamente mangiate.

Le mie impressioni?

1) non me ne vogliano i fanatici della cucina francese, ma mediamente non ho mangiato molto bene. E’ vero che la pasticceria, i prodotti da forno e i formaggi sono sublimi. Ma nei ristoranti, tolti quei 3-4 piatti forti (che sono sempre i soliti), non ho trovato grande soddisfazione. Trovo che la cucina italiana sia di gran lunga superiore e assai più variegata. Purtroppo non sono riuscita a visitare nessuno dei Bistrot che mi erano stati suggeriti, che fanno parte di quel “movimento” che promuove la bistronomie: chiusi nel weekend e tutti riservati il venerdi; quindi il mio giudizio si basa su posti normali, ancorché consigliati da più guide (avevo 2 guide in mano!). Capitolo a parte il vino, dove sono i francesi sono dei maestri.

2) Parigi è una città cara e poco rispettosa dei turisti. Dove riescono ad arrotondare o fregarti sul prezzo, lo fanno! Per loro sfortuna vengo da una città (Firenze) che in questo non è seconda a nessuno, ma che stress dover correggere il conto davanti al cameriere.

3) si gira davvero bene con i mezzi pubblici. Ma ci vuole tanto per spostarsi da un punto all’altro. La Metro copre bene tutta la città, ma ogni tragitto vuol dire 6-7 fermate almeno. Pero’ è bello vedere la gente usare i mezzi pubblici anche il sabato sera.

4) Parigi è una città dai forti contrasti: ci sono quartieri belli e lussuosi dove sembra di vivere in uno spot di Chanel o di Dior (ti aspetti di veder sbucar fuori la Keira Knitghley da un momento all’altro), con pasticcerie che sembrano gioiellerie e gallerie d’arte minimaliste; ma ci sono anche zone popolari e maltenute dove la gente urina per strada, gli storpi chiedono la carità e dove forse non passerei a orari notturni. E poi ovviamente ci sono i quartieri invasi dai turisti, dove gli extra comunitari ti avvicinano per venderti souvenir dicendoti “ciao Italia”. E’ abbastanza normale per le grandi metropoli che ci siano questi divari, ma leggerlo è un conto, ritrovarcisi dentro un altro.

5) è una città molto gay-friendly. Coppie di uomini mano nella mano, coppie di donne che si baciano per strada. Per noi italiani, così provinciali in questo, è sempre una sorpresa vedere la tolleranza verso gli omosessuali.

6) finalmente ho capito perché il Parkour è nato in Francia! per poter praticare sport anche in mezzo alle case e al cemento i francesi si inventano di tutto! pattini, monopattini, bici sono comunemente usati per spostarsi; la gente fa jogging anche in metro; i ragazzini giocano a pallone davanti alle chiese e una sera, alle una di notte, ho assistito in una piazza a una partita di hockey su pattini a rotelle!

7) Parigi non è una città per disabili. La quantità di scale, scalini, ostacoli che ho dovuto superare con il mio trolley mi hanno fatto capire che se io avessi una carrozzina sarebbe davvero ardua girare per la città. Non parliamo poi della metro: è tutto un sali scendi di scalini!

Quello che pero’ ho trovato notevole è la capacità francese di fare marketing, di promuovere ogni singola cosa. Di trasformare una cosa normale, in speciale. Cartelli, vetrine, uso di internet, lingue.. sono davvero bravi. Noi su questo abbiamo tanto da imparare!

Volo da Firenze a Parigi

In realtà non sono partita da Firenze, ma da Pisa. Ho preso un volo Ryanair da Pisa a Parigi Beauvais (poco meno di 2 ore) per meno di 50 € e da lì un comodo autobus che in 1 ora e 15 minuti mi ha portato a Parigi. Tutto sommato per un weekend lungo è una buona soluzuone.

Dove dormire a Parigi

Ho scelto tramite Booking un albergo in zona Montparnasse, che rappresentasse un buon compromesso fra prezzo e posizione. L’hotel era un 3 stelle molto carino e ben arredato, in posizione comoda: davanti aveva una fermata della metro (proprio davanti!), e a pochi passi la Stazione di Montparnasse dalla quale passano altre linee. Nonostante da fuori non sembrasse granché, dentro era arredato con garbo. La nostra camera, minuscola, era con bei mobili in parte di antiquariato e in parte moderni. Il Wi-Fi senza password e potentissimo.
La colazione non l’abbiamo presa, anche perché avevamo 1 buolangerie e 1 forno vicini.
L’hotel si chiama Hotel Arcadie, in Rue de Maine.



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