3 marzo 2013 • 2 commenti

Passeggiando per Saint Germain des Pres fra caffè storici, gallerie d’arte e chiese famose.

Viaggi in Europa

Uno dei quartieri che – chissà perché – conoscevo meno di Parigi, era Saint Germain des Pres. E dire che è piuttosto centrale (ammesso che questa parola sia appropriata per Parigi). Grazie al mio amico Bernardo, che non finiro’ mai di ringraziare, ho avuto modo di scoprire alcuni angoli, che forse la maggior parte dei turisti finisce per non vedere. Forse perché non ci sono monumenti famosi come in altre zone, o forse perché il modo migliore per godere questo quartiere è dimenticarsi la guida e rilassarsi fra un caffè, una galleria d’arte e un negozietto.

Ho passato, di fatto, quasi una giornata a passeggiare per le strade di Saint Germain, fermandomi davanti alle vetrine di bellissime gallerie d’arte moderna o di antiquariato; nonché sbavando davante a pasticcerie più simili a gioiellerie (ma quanti macarons!). E non parliamo dei maitres chocolatiers!

Ho alzato gli occhi verso l’alto per ammirare i bei palazzi che delimitano i silenziosi ed eleganti vicoli di quest’area, domandandomi chi sono i fortunati che vivono qui. Penso che se dovessi/potessi scegliere, sarebbe questa la zona dovrei vorrei vivere a Parigi!

Ecco il giro che ho fatto a Saint Germain.

Ho cominciato la giornata allo storico Cafe de Flore, praticamente attaccato al famosissimo Les Deux Magots.

Bei tavolini dove tutto è brandato (dalla tovaglietta al porta latte), camerieri in camicia bianca e vassoio che, con modi eleganti, servono rapidi i clienti, e atmosfera retrò non sono riusciti a farmi godere del tutto l’esperienza, dal momento che il locale era strapieno di turisti, molti giapponesi, appena usciti da Louis Vitton. A questo aggiungo i prezzi proibitivi e una velata insofferenza dello staff verso i non francesi.

Quando siamo arrivati noi, avevano finito brioches e simili, allora, su consiglio di un parigino, abbiamo ordinato tartines au beurre, che il cameriere faticava a comprendere, salvo poi ripetere esattamente quello che stavamo chiedendo: pane con burro.

Del resto si paga anche per respirare un po’ l’aria degli artisti che in passato frequentavano questi caffè (da Sartre a Picasso, passando per Hemingway e Dalì). Ma di una cosa gli devo rendere merito: anche in pieno inverno tutti stanno ai tavolini esterni (ci sono i funghi che scaldano), in atteggiamento di apertura verso la strada. Che bellezza.

Da lì abbiamo iniziato il tour di Saint Germain che, dalla omonima chiesa, ci ha portati a “perderci” fra le strette strade di quartiere, meno battute dai turisti ma decisamente affascinanti.

Fra le varie cose a un certo punto siamo sbucati davanti alla chiesa di Saint Sulpice, molto bella, di poco più piccola rispetto a Notredame. Mi dicono che ora sia famosa per il libro di Dan Brown, Il Codice da Vinci. Io non l’ho letto, ma la chiesa mi è piaciuta molto.

Si continua a passeggiare e si leggono targhe che testimoniano il passaggio di artisti famosi, come Picasso che in rue des Grands Augustins dipinse Guernica. Altra piccola sorpresa la bella libreria della Taschen disegnata da Philippe Starck, nella vivace carrefour de Buci, ricca di bistrot, ostriche e fiori.

Per tornare alla Boulevard de Saint-Germain si passa da un piccolo vicolo dove sorge Le Procope, il caffè più antico del mondo (?), fondato niente meno che da un italiano, un tale Francesco Procopio, famoso per i suoi sorbetti siciliani. Pare che ai suoi tavoli sia nata la travagliata storia d’amore fra Arthur Rimbaud e Paul Verlaine.

Per gli amanti del vino segnalo una sosta golosa alla Derniere Goutte: una piccola enoteca in Rue de Bourbon le Château che ci ha consigliato l’onnicitato Bernardo.

Ogni sabato un piccolo produttore locale presenta i suoi vini, che si possono assaggiare gratis. Noi abbiamo beccato l’unica eccezione, ma la simpatica signora di origini americane ci ha accolto con calore e alla fine siamo usciti con 2 bottiglie di vino!

Giardini de Luxembourg

La nostra passeggiata si è estesa fino al confine con il Quartiere Latino, più precisamente ai Giardini Luxembourg, che si estendono per più di 24 ettari. La foto sopra l’ho scattata dalla Torre di Montparnasse e rende bene l’idea di quanto siano grandi! Questa sotto invece è la mappa.

Per chi viene da Firenze come me, rappresentano un forte Dejavù. Voluti da Maria de’ Medici, si ispirano al Giardino di Boboli (c’è anche la”Fontana de’ Medici” che ricorda quella del Buontalenti!) e circondano il Palazzo di Luxembourg, una sorta di gigantesca reggia che a sua volta mi fa pensare a Palazzo Pitti, oggi sede del Senato.

La differenza è come viene tenuto il tutto: aiuole perfette e pulizia diffusa. E il fatto che non ci sia biglietto da pagare. Mi è piaciuto che i parigini usino questi giardini per passeggiare, correre, sedersi sulle panchine a chiaccherare.. una vera oasi di pace.

E’ un po’ colpa del blog di Michela Simoncini se ho deviato per arrivare fin qui, il suo racconto mi era così piaciuto che non ho potuto fare a meno!

Per finire degnamente la giornata una sosta presso L’Avant Comptoir, un minuscolo locale di fianco al Comptoir du Relais, costoso ristorante di Yves Camdeborde, uno degli chef fondatori del “movimento” dei bistronomiques.

Meno caro del contiguo ristorante è un ottimo locale, dove puoi bere un ottimo Muscadet assaggiando qualche piattino stile tapas (scritto sul soffitto!) oppure prendere una deliziosa crepe da portare via (ma quante uova ci mettono?). Abbiamo fatto tutte queste cose e mi è piaciuto molto. Assolutamente consigliato, anche se era molto affollato.



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