27 aprile 2013 • Nessun commento

Mangiare qualcosa di buono a Parigi, senza svenarsi

Viaggi in Europa

Premesso che per me la fama di Parigi in questione di cibo è un po’ sopravvalutata – è vero ci sono posti dove si mangia benissimo, accanto a una miriade di trappole per turisti e bistrot con menù identici e piuttosto cari – ammetto che, come ogni metropoli che si rispetti, Parigi offre tanto a chi cerca un luogo particolare, speciale, diverso. Per individuare i posti migliori consiglio di spulciare bene il web oppure affidarsi a qualcuno che a Parigi ci capita spesso (il mio amico Bernardo ci ha salvato la vita!). Mettete in conto che se volete andare nei posti giusti, quelli frequentati dai Parigini, sarà bene prenotare col dovuto anticipo, perché nel weekend, se sono aperti, hanno il tutto esaurito!

Prima di partire avevo letto molto sul “movimento della bistronomie“, ovvero di quei ristoranti e bistrot che propongono cucina di alto livello, spesso in cucina ci sono secondi chef di ristoranti stellati, a prezzi più abbordabili, in locali molto curati esteticamente. Purtroppo, come detto, senza prenotazione sono inavvicinabili. Abbiamo provato invano da Septime, ma ci hanno rimbalzato.

Ecco alcuni posti che mi sento di consigliare

Il Mercato di Aligre: ottime arance e ostriche

Il “Marché d’Aligre” si tiene tutte le mattine, ed è un posto valido sia per comprare frutta, verdura, formaggi, pane, carne, pesce.. che per mangiare qualcosa. La zona infatti è piena di ristorantini, bistrot e posti con cose sfiziose, direi più per l’ora di pranzo, dal momento che molti chiudono in primo pomeriggio.

Poco prima di accedere al mercato vero e proprio, fermatevi da Le Baron Rouge (in Rue Théophile Roussel) per mangiare un piattino di ostriche (huitres) di varie tipologie. Ve le aprono sulla strada, se poi volete potete mangiarle dentro appoggiati a una botte, magari insieme a un bicchiere di Moscadet. Se non amate le ostriche potete sempre ordinare un piattino di affettati e salumi.

Spostatevi ora al mercato. La prima parte al chiuso mi ricorda il Mercato di San Lorenzo di Firenze (da dove vengo), con banchi di frutta, pesce, carne, formaggi. La parte pero’ che mi è piaciuta di più è quella esterna.

Caotica, affollata di persone locali, è un susseguirsi di stand ricolmi di frutta e verdura, a volte gestiti da immigrati (che non amano esser fotografati), dai prezzi molto convenienti. Ho mangiato le migliori arance della mia vita, che provenivano da Algeri, color rosso sangue. Ma anche la verdura era molto invitante.

E non parliamo del forno a fine strada, favoloso! un pane con le olive caldo, divorato con voracità.

Nel quartiere di Saint Germain des Pres non perdetevi:

  • Enoteca La Derniere Goutte: Parigi e la Francia sono – giustamente – famose anche per i vini. Sempre su consiglio del nostro amico, siamo andati alla ricerca di questa piccola enoteca che il sabato pomeriggio organizza degustazioni gratuite con piccoli produttori locali. Quando siamo arrivati noi a dire il vero non c’era la degustazione, ma la simpatica proprietaria, di origine americana (i non francesi saranno contenti di trovare finalmente una persona che parla inglese!) ci ha fatto assaggiare alcuni vini eccezionali, che poi abbiamo regolarmente comprato e portato a casa.
  • Una crepe e qualche tapas da Avant Comptoir: andare a Parigi e non mangiare una crepe, sembra quasi un delitto. Così abbiamo assaggiato anche noi le famose crepe parigine, che sono in realtà molto diverse dalle nostre: più spesse, più uova, più pesanti.. insomma ci puoi cenare tranquillamente! L’abbiamo presa in uno dei posti che ci dicono essere fra i migliori a Parigi: l’Avant Comptoir, così chiamato perché posizionato di fianco al ristorante piuttosto caro Comptoir du Relais. Ci si mette in fila e si aspetta il turno. Suggerisco di entrare anche dentro. E’ una sorta di tapas bar, con i piatti del menù attaccati al soffitto! Ottimi assaggini da leccarsi le dita. Certo lo spazio è angusto e si sta stretti pigiati fra il bancone e il muro pieno di scritte, ma fa piacere notare che è frequentato da molta gente del posto, impiegati usciti dal lavoro, amiche per l’aperitivo…

Per quanto riguarda i famosi Caffè (storici) Parigini, come ho già scritto sul post di Montparnasse, è vero sono molto belli, il servizio è scenoso, ma sono veramente cari (tranne l’acqua che non la pagate). Insomma, concedetevene uno, pero’ secondo me non ne vale più di tanto la pena. Anche perché vi troverete accerchiati da turisti, come nel caso del Les Deux Magots, pieno di giapponesi appena usciti da Louis Vitton, lì accanto.

Opinione opposta per tutto ciò che è panetteria e pasticceria. Quante cose buone!

Facevamo colazione comprando croissant e altre paste deliziose, pranzavamo con baguette ripiene di formaggio e insalata. E così facendo si spende anche meno!

Ristoranti tradizionali

A cena ho avuto modo di provare anche alcuni ristoranti tradizionali.

Sono tornata dopo tanti anni – senza saperlo! – da Chartier, segnalato da molte guide. Il posto è molto bello, con il vecchio arredamento fine Ottocento.

Il menù è apparentemente economico e si mangia discretamente. Ma non mi sento di consigliarlo. Perché?

  1. non accettano prenotazioni e la coda è di almeno 45 minuti.
  2. lo spazio per mangiare è angusto, si mangia gomito a gomito (letteralmente) con altre persone, con una modalità stile catena di montaggio: se vi fermate qualche secondo in più i camerieri vi faranno una partaccia in malo modo, chiedendo di liberare il tavolo perché fuori c’è gente che aspetta. E’ successo a due signore accanto a me, che brutta scena.
  3. trattano i turisti come clienti di serie B. Pietanze che per voi sono finite, compaiono miracolosamente al tavolo accanto di 4 parigini appena arrivati. Il conto va controllato con cura perché viene arrotondato con creatività. Se esitate a ordinare vi beccate la ramanzina. Se ordinate l’acqua vi portano quella in bottiglia da 5 € e non quella di rubinetto che portano ai locali (gratuita)

Ugualmente non consiglierei il Café La Palette, nella centralissima Rue de Seine, anch’esso su tutte le guide (è un posto storico e in effetti gli interni sono molto belli). L’ho provato a pranzo, prendendo un Croque Monsieur. Mi hanno portato una fetta di pane gommosa e tiepida, con formaggio e prosciutto, facendomela pagare 10 €.

Un po’ meglio invece l’esperienza da Chez Paul in Rue de Charonne, dove sono ottime le lumache e la tartare. Tutto sommato abbiamo mangiato abbastanza bene. Cucina casalinga, è frequentato anche dai locali. Costo di una cena, con un quartino di vino e prendendo antipasto + un piatto è stato di 30 € a testa. Qui trovate il sito internet: http://www.chezpaul.com/

Una cosa pero’ la sanno fare bene: le vetrine! che si tratti di un forno, una pasticceria, una salumeria o un alimentari, ti fanno salivare ancora prima di entrare. Vi lascio con un po’ di foto della Parigi gastronomica:



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