17 settembre 2014 • Nessun commento

Ricordi della Tailandia

Grandi viaggi

Come avevo accennato nel post di qualche giorno fa, vedere su Facebook le foto di alcune persone che sono state in vacanza in Tailandia, ha riacceso in me tanti ricordi di una vacanza e di una destinazione che mi sono rimaste nel cuore. A distanza di anni, conservo un ricordo bellissimo di quel Paese e vorrei prima o poi ritornarci. Ma ricordo anche dettagli meno belli. Ho deciso di elencare ciò che più ricordo di quel viaggio. Chissà se poi le cose sono cambiate? e se andassi ora, chissà se avrei le stesse impressioni?

Il caldo umido

Il primo flash, appena sbarcata dall’aereo in piena notte, dopo un viaggio che non finiva più, e uscita dall’ibernazione dell’aria condizionata dell’aeroporto, è quello di una sensazione incredibile: sono stata travolta da una sensazione di afa, umido, appiccicaticcio, che si attacca sulla pelle e che sembra impossibile da sopportare. Poi in realtà ci si abitua. Ricordo che quando facevamo trekking nel Triangolo d’oro fra la Tailandia, la Birmania e Laos, il clima era un susseguirsi di pioggia e sole, ma sempre caldo, perciò dopo aver rinunciato al K-way, indossai una comoda bandana sui capelli, a mo’ di fazzoletto, prendendo la pioggia con serenità, tanto era così caldo che rendeva impossibile ammalarsi.

La cacca di elefante

Io non ho mai visto cacche così grandi e… verdi! Ricordo che durante i 3 giorni di trekking nella giungla mi cadde lo spazzolino in una di queste immense cacche. Lo lasciai lì e ringrazio ancora oggi Michela, la mia compagna di viaggio, che mi venne in soccorso.

Il Mekong

Ci sono nomi che evocano storie, racconti esotici e guerre che hanno segnato il mondo. Uno di questi è il Mekong che noi colleghiamo alla Guerra in Vietnam, ma in realtà scorre al confine con la Tailandia.

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Credits foto Grazia Collini

Lo abbiamo attraversato con barchine sulla cui affidabilità non investirei un euro. Ricordo il colore marrone e il cattivo odore dell’acqua. Ma allo stesso tempo ero sovrastata dalla sua immensità, da queste acque così potenti (c’era una corrente!!) e da tutto ciò che si porta dietro.

I poveri elefanti di Chiang Mai

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Credits foto Grazia Collini

Quel che sembrava una cosa “ganza” – ovvero una passeggiata sulla groppa di un elefante – si rivelò una cosa tristissima. Gli elefanti incatenati, picchiati, frustati e costretti a portare a giro facoltosi turisti sovrappeso, sono stati un’immagine davvero angosciante per me. Non ho mai scordato gli occhi di quei bestioni così infelici. E da allora, per anni, ho sconsigliato a tutti di fare questa “escursione”.

I templi dell’antico regno Thai

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In Tailandia ci sono tantissimi templi, molto belli. Arrivi a Bangkok e rimani folgorato da Wat Pra Keo, Wat Arun, Wat Pho (con il gigantesco Budda disteso), Wat Traimit, ecc.. vorresti scattare 1000 foto a tutti quei templi con le loro pagode, gli stupa e i budda, ma dopo un po’ ti stanchi e non ne puoi più. Poi ti sposti da Bangkok e scopri uno stile completamente diverso: Ayuttaya e Sukhothai sono due complessi archeologici molto antichi, dove risplendeva l’antico Regno Thai. Entrambi Patrimonio UNESCO meritano una visita, anche se le distanze a volte scoraggiano un po’.

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Sukhotai, le cui origini risalgono al 13esimo secolo, è piuttosto grande ed immersa nel verde, consiglio di noleggiare una bici per ammirare le rovine in tranquillità.

Ayutthaya è altrettanto splendida. Da vedere la testa di Buddah incastonata nell’albero e tutti gli altri templi (Wat Ratchaburana, Wat Phra Si Sanphet, Wat Yai Chai Mongkon, Wat Chai Wattanaram, Wat Phanan Choeng…).

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La frutta

Ricordo la varietà di frutta che ho visto e assaggiato in Tailandia. Frutti colorati, dalle forme strane, che non ho mai più ritrovato altrove, dal sapore zuccherino, appoggiati in ceste di vimini o anche per terra. Una gioia per gli occhi e il palato.

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I tuk tuk

Piccoli trabiccoli ambulanti nel traffico caotico di Bangkok, sono il mezzo di trasporto più diffuso, economico e simpatico da prendere. Sempre che non soffriate di mal d’auto! Il numero di passeggeri è variabile, dipende anche da quanto siete disposti a pagare! La regola è contrattare!

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Credits foto Grazia Collini

Il turismo sessuale

Non so se questo aspetto sia cambiato da allora. Me lo auguro di cuore, perché per me fu abbastanza scioccante. Dal quartiere a luci rosse Pat Pong, con tanto di spettacoli porno per gay, al “puttanaio” di Ko Samui, non ho mai visto così tanta compravendita di corpi umani. Spesso ragazzine giovanissime, se non addirittura ragazzini. Scelti con ingordigia e lussuria da attempati signori occidentali (non distinguo fra americani, tedeschi o altre nazionalità, c’era davvero di tutto) ma anche da giovani ragazzi italiani in vacanza “alternativa”. Rammento una coppia di imolesi sui 24-25 anni che capitati per caso a Ko Samui, si vantavano di aver comprato prestazioni sessuali per 10 €. Davvero, spero che questo schifo non ci sia più.

Voglio però concludere la carrellata di ricordi con un’immagine positiva, perché tale è la mia idea su questa destinazione.

Il sorriso dei tailandesi

Me l’avevano detto che i tailandesi sono famosi per essere il popolo del sorriso e che è molto raro vederli arrabbiati, ma ritenevo fosse il classico spot da agenzia di viaggio. Invece confermo che nei miei 14 giorni di viaggio ho visto persone magari poverissime, ma sempre gentili, sorridenti, e accoglienti. Abbiamo molto da imparare! Rammento una sera in cui ci successero degli inconvenienti e io ero un po’ scocciata. Mi si avvicina una ragazza e sorridendo mi dice “Take it easy!”.

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Credits foto Grazia Collini



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