30 marzo 2014 • 3 commenti

Viaggio a Marrakech: prime impressioni

Grandi viaggi

Parlare del Marocco non è facile. Ero partita con tante raccomandazioni di amici, conoscenti e blogger. Come sempre quando ti pompano una destinazione così tanto, il rischio è partire con troppe aspettative e alla fine rimani deluso. Per fortuna non è stato così. Certo non ne sono innamorata follemente come altre persone che conosco, ma Marrakech è di sicuro una città che merita di esser vista e uno di quei viaggi che ti rimane dentro, soprattutto quando torni.

Jamaa el Fna

In questo primo post voglio raccontare alcune impressioni mie, a caldo, e dare qualche consiglio utile se volete andare in Marocco. Nei prossimi post scendero’ in dettaglio su cosa vedere, dove mangiare, cosa comprare, dove dormire. Se avete fretta, saltatelo pure!

“Perdersi” a Marrakech…

Appena arrivi a Marrakech, esci dal tuo Riad e ti addentri per i vicoli della città, oltre al puzzo, il sudicio, la povertà – ai quali forse eri preparato – ci sono altre cose che ti sconvolgono. Personalmente ho trovato spiazzante il non avere punti di riferimento facili da individuare. Le case sono tutte di colore rosa, le scritte – poche – sono in arabo. Di fatto diventa impossibile orientarsi con i criteri occidentali. Nella parte più turistica, nel cuore della Medina è più facile, sono abituati ai turisti, sui muri ci sono alcune scritte segnaletiche.

orientarsi a marrakech

Nella Medina trovate anche i menù in varie lingue: oltre che in francese, sono in italiano, inglese, spagnolo. Mi sorprende che ancora non abbiano aperto un Mac Donald!! Ma noi dormivano leggermente fuori, e quindi passavamo in zone assai meno turistiche. All’inizio è stato spiazzante, avevi l’impressione di perderti. Anche se hai la mappa e chiedi, nessuno, fuori dalla Medina, legge il nostro alfabeto, e quindi non saprà aiutarti. E se lo farà rischi che ti porti altrove! Magari dall’amico che vende qualcosa di “very good” per te. Ho provato questa sensazione di totale isolamento linguistico solo in Giappone. La buona notizia è che dopo un giorno ci si comincia a orientare e si prendono altri punti di riferimento: la scuola, le 2 palme gemelle, il cimitero, la giostra di Doraemon (giuro!) o la palestra dove i clienti entrano scalzi.

Avevo letto sulla guida messaggi terroristici sul fatto di perdersi nel Souk. Sciocchezze. Sono 4 strade incrociate, dalle quali si esce facilmente, inoltre non ci sono pericoli. E una volta fissati i punti cardine ti ci orienti abbastanza bene. Quindi niente panico. Non ci si perde e se capita… è piacevole! Nessun pericolo, anche per 2 donne come noi che giravano sole, senza guida.

suk di marrakech

Capisco anche che la mia Guida Mondadori sia una traduzione dall’inglese e per un americano medio questi vicoli così stretti siano un po’ claustrofobici. Ma a me certi meandri labirintici, dai quali non esci più, e devi tornare indietro, hanno ricordato le calli veneziane! Con la differenza che a Venezia se sbagli finisci in un canale.

Il fascino sottile di Marrakech

Appena tornata, non riesco a capire quanto mi sia piaciuta Marrakech. I paesi arabi hanno un certo fascino che include l’intenso odore che ti porti appresso nei vestiti; la vita vissuta per strada, in condizioni che noi definiamo da terzo mondo, e che ti fanno meravigliare che ci sia stato un tempo in cui venivano costruiti sontuosi palazzi (ho visto dei portali di legno e dei soffitti lavorati che non sfigurerebbero davanti al nostro Rinascimento).

medersaC’è anche quel senso di piacevole avventura che provi nell’abbandonare certezze, tecnologia, abitudini rassicuranti e ti fa procedere come se fossi sul set di Indiana Jones alla scoperta di nuovi territori (che poi è un’illusione quando leggi i commenti alle tue foto su Facebook, pare che quello scorcio l’hanno fotografato tutti!).

Però dall’altra parte c’è la condizione della donna, che mi fa opporre resistenza a questa cultura. Anche se il Marocco non è certo integralista come altri Paesi, il velo in testa (chador) a coprire i capelli, è piuttosto comune e ho visto diverse donne con il Burka. Si ha la sensazione che molte attività, mestieri e luoghi siano preclusi alle donne. In generale temo che una donna in Marocco abbia un ruolo limitato ad allevare figli e badare la casa. Però è anche vero che anche noi, prima dei tempi moderni, vivevamo in condizioni misere; e le donne, anche senza velo in testa, erano trattate più o meno allo stesso modo. Comunque negli hotel, all’aeroporto, in alcuni ristoranti ho incontrato donne che si vestono e comportano all’occidentale.

Quindi? Beh, il primo giorno sei indeciso se ti piace o no quello che vedi. Poi passano i giorni e ti ci ritrovi immerso fino all’osso. E quando riparti tutto a un tratto ti manca tutto questo. Ci sono cose che mi porterò dietro profondamente.

giardini dietro moschea koutobia

Certi odori intensi... non solo il puzzo! Sono rimasta tramortita dal profumo inebriante dei fiori d’arancio dei giardini della Koutoubia. Certi colori che ho visto sulla strada per Ouarzazate, nel canyon di colore rosa che anticipa la città chiamata la “Porta del Deserto”. La voglia di giocare che prevale su tutto: i bambini che giocano a calcio con una scatola di cartone, i signori che giocavano a dama con i tappi delle bottigliette d’acqua o il sorriso davanti a una penna bic regalata (portate qualche cosa dall’Italia, saranno regali graditi).

Il cibo.. venendo dall’Italia bisogna essere consapevoli che non c’è la varietà gastronomica che abbiamo noi. Dopo una settimana potreste non sopportare più il cous cous e la carne di pollo o di agnello cucinata in tajine o alla griglia. Ma poi vi mancheranno quelle spezie così forti: il cumino, lo zafferano, il curry dolce…

tajine

Alcune cose da sapere

Acquisti

Come in altri Paesi arabi, nei negozi e nel souk bisogna contrattare ogni cosa. In genere loro partono da 10 tu proponi 3 e si chiude a 5. Se gli date meno soldi, anche se il prezzo è corretto (ci è capitato di comprare una cosa altrove a un prezzo più basso e quindi di sapere l’esatto valore di quell’oggetto) alla fine si offendono! Se vi stressa l’idea di contrattare, come a me, c’è il Centro Artisanal, un immenso grande magazzino dove trovate di tutto a prezzi fissi. Comodo anche in caso di pioggia, perché li state all’asciutto (al suk invece l’acqua passa dalle lamiere e si concentra in pozze gigantesche per terra). E potete pagare con Visa ed Euro, cosa che puo’ essere comoda gli ultimi giorni.

Arrivare a Marrakech

aeroporto menara a marrakech

Dall’Italia ci sono diversi voli low cost. Noi abbiamo preso un volo Pisa – Marrakech della RyanAir che in 3 ore ti porta comodo comodo a destinazione. Peccato che al ritorno il volo abbia subito un ritardo di oltre 3 ore. Quando ripartite mettete in conto che tutta la pratica di controllo passaporti – dogana – check in è piuttosto lunghina a Marrakech. Consiglio di arrivare 2 ore prima del volo. Anche se avete la carta di imbarco stampata, dovete rifare il check in! Per quanto riguarda l’aeroporto, molto bello e luminoso (ben più bello di Pisa, non parliamo poi di Firenze): lasciate perdere acquisti ultimo minuto o l’idea di mangiare qualcosa. Siamo al limite del furto e per il cibo qualità scadente. Se ce la fate compratevi qualcosa in città prima di ripartire. In molti negozi e duty free poi non accettano neppure i dirham.

I mezzi di trasporto

Per andare dall’aeroporto alla città potete farvi venire a prendere dal vostro Riad, oppure potete prendere un taxi o ancora un autobus di linea. Il taxi dall’aeroporto alla città ha un costo fisso di 70 dirham (poco meno di 7 €) a persona, quindi per noi due un totale di 140 dirham, circa 14 € . Nel nostro caso abbiamo risparmiato perché il transfer del Raid al ritorno ci è costato 200 dirham. Se sapete dove andare valutate l’Autobus che credo costi davvero poco. Ho visto diversi turisti salirci.

I taxi

I taxi sono molto diffusi e costano poco, ma se ci riuscite prendete quelli col tassametro e spenderete davvero poco! Per fare un tratto di strada piuttosto lungo, dai “viali” fino alla moschea di Koutoubia ci ha preso 10 dirham. Ovvero poco meno di 1 €. Ma se beccate un taxi in centro, sono quasi tutti senza tassametro. Vi chiederanno sempre 40 o 50 dirham, ovvero 4 o 5 €, a corsa. Potete contrattare ma non scenderanno mai al vero valore. Se avete il riad come noi, fuori dalla Medina, potrebbe capitare che non vi ci vogliano portare, perché per loro non è conveniente: anche se si tratta di 5 minuti di tragitto storcono il naso, perché sanno che sarà una corsa sola andata e non troveranno nessun turista da caricare nel tragitto di ritorno.

carrozze a marrakech

Se avete voglia di fare i turisti prendete la carrozza. E’ divertente, il primo pezzo che vi sparano è circa 120 dirham a testa ogni 30 min, il giro proposto dura 1 h e 30 quindi si capisce che in poco tempo potreste spendere 720 dirham, ovvero circa 70 €! Ovviamente potere contrattare e infatti noi abbiamo concordato di farci portare ai Giardini Majorelle, aspettare li è poi portarci a un ristorante nella città nuova, per 250 dirham in tutto.

Nei prossimi post racconterò cosa vedere a Marrakech e dove andare a pranzo e cena. Di cose da vedere ce ne sono sia in città che fuori.

dettaglio museo dar sid



Lascia una recensione

3 Commenti on "Viaggio a Marrakech: prime impressioni"

Notificami
Ordina per:   più nuovi | più vecchi | più votati
trackback

[…] Viaggio a Marrakech: prime impressioni 30 marzo 2014 – 10:38 | 293 views […]

trackback

[…] Viaggio a Marrakech: prime impressioni 30 marzo 2014 – 10:38 | 516 views […]

trackback

[…] cominciato i grandi viaggi con la bella vacanza a Marrakech insieme a Simona. Mi porto dietro i sapori e i colori della Medina, il fascino del deserto a Hait […]

wpDiscuz