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mulino a vento

Fuerteventura, perché visitarla

25 febbraio 2016 – 19:58 | 1.387 views

Sono appena tornata da una vacanza a Fuerteventura, con mio figlio di 9 mesi e il suo babbo. Per una volta la meta non l’ho scelta io: il mio compagno si è intrippato con il …

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Fuerteventura: cosa vedere in 7 giorni

6 aprile 2016 – 23:08 | 943 views
chiesa di antigua

Dopo il primo post su Fuerteventura, dove cercavo di spiegare perché vale la pena visitarla, voglio ora dare qualche consiglio a chi si appresta a fare una vacanza in questa piccola isola delle Canarie. Come già detto precedentemente, in realtà non è troppo piccola, è “giusta”: da nord a sud sono circa 150 km, il che vuol dire che serve sicuramente una macchina per spostarsi e si impiega 1 ora e mezza, a volte 2 per percorrerla tutta.
Noi dormivano nel sud, nella zona di Costa Calma, nella penisola di Jandia, perciò per visitare il centro dell’isola ci voleva circa un’oretta a spostarsi. A volte anche meno. Delle strade ho già parlato nell’altro post, comunque il concetto è che tranne alcuni tratti a 4 corsie, il resto delle strade ha limite di velocità fra i 40 e i 60 km/h.

limiti velocita fuerteventura

A volte sono anche strette. Perciò non potete correre più di tanto. Occhio a non sgarrare!

La natura a Fuerteventura

Fuerteventura è brulla, di origine vulcanica, ma il paesaggio varia: la penisola di Jandia è meno montagnosa, rispetto al resto dell’isola che alterna colline a pendii più impervi. Le montagne ora sono rosse, ora marroni, ora nere, ora di roccia, ora di sabbia, ora di sassolini. Sempre prive di alberi, tranne qualche palma, e con poche abitazioni. Ma di una assoluta bellezza (sarà che in Italia non siamo più abituati a tanta natura selvaggia). Tutto intorno l’oceano, che fa capolino dietro a una curva, o di fianco a uno strapiombo. Appena esce il sole, i contrasti dei colori fra la terra e il mare, sono bellissimi.

Cosa c’è da vedere a Fuerteventura?

Se prendete un hotel, o una casa, per una settimana, probabilmente passerete il grosso del tempo a rilassarvi a bordo piscina o in spiaggia. Ma in 7 giorni può essere che vi venga voglia di uscire dal vostro resort e vedere altro, ecco qualche idea di quel che c’è da vedere. Noi abbiamo fatto 2 giornate con la macchina per esplorare un po’ l’isola, più qualche piccola uscita serale. Siccome le cose da dire sono tante ho deciso di spezzare in due l’articolo. In questo parlerò soprattutto della parte interna dell’isola che noi abbiamo percorso da sud verso nord, passando non per la strada litoranea, piuttosto trafficata, ma lungo la Fv-605 e poi la FV-30, strade che in alcuni tratti sono molto strette e adrenaliniche!

fuerteventura

Nel centro dell’isola

Venendo da Sud, ovvero dalla penisola di Jandia, si abbandona la strada principale FV-2 subito dopo Costa Calma e si seguono le indicazioni per La Pared, lungo la strada FV-605. Piccola, ben tenuta, ma non sempre larga a sufficienza per lo scambio di due macchine, è meta ambita dei ciclisti (fate attenzione) e spesso si snoda fra le montagne e qualche scorcio di strapiombo sul mare. Molto suggestiva.

comune di pajara fuerteventura

Pajara

Siamo arrivati in questo paesino, perché era sulla strada, mentre ci recavamo a Betancuria, ma ci è piaciuto così tanto, da volerci fermare a pranzo. C’è una una graziosa chiesetta con un portale simil atzeco, e bellissimi arazzi al suo interno.

pajara
Nonostante le dimensioni ridotte di questa cittadina, abbiamo notato che c’era una bella piscina comunale, la biblioteca, il campo da calcio e basket, i bagni pubblici. Insomma ok essere sperduti, ma i servizi ci sono!
Per il pranzo abbiamo scelto un baretto lungo la strada, verso l’estremità del paese, con servizio cortese e interni un po’ rustici. Noi abbiamo pranzato sui tavolini fuori, all’ombra, assaggiando un piatto di formaggio locale e una specialità a base di trippa e ceci (spesa totale 17 €).

specialita delle canarie con ceci e trippa

Vega de Rio Palmas

Dopo un po’ di tornanti siamo sbucati a Vega de Rio Palmas, al centro di una piccola valle, disseminata di palme. Probabilmente l’acqua presente in quest’area è la responsabile della vegetazione più florida che altrove (non aspettatevi boschi, ma rispetto al resto dell’isola…).

vega de rio palmas

Non ci siamo fermati, ma passando in auto non ho potuto non fotografare la bella chiesa Nuestra Señora de la Peña. Mi ispirava anche il ristorante di fianco Don Antonio.

Betancuria

Ed eccoci alla nostra destinazione, menzionata da tutte le (poche guide) su Fuerteventura. E’ l’antica capitale di Fuerteventura, risale al 1404, anno in cui fu fondata da Jean de Béthencourt, primo esploratore a sbarcare alle isole Canarie a inizio del 1400. E’ la località più famosa da visitare, anche se personalmente non è stata la mia preferita. In ogni caso è talmente piccola che si visita in breve tempo.

betancuria

Non è male il museo d’arte sacra dentro alla Iglesia de la Inmaculada Conception (ingresso a pagamento 1.50 €), anche se servirebbero urgenti lavori di restauro.

iglesia de la inmaculada concepcion fuerteventura

Di fronte alla chiesa c’è pure un ristorante segnalato dalla guida Michelin. Il centro storico, minuscolo, è grazioso, con altri musei ed edifici da visitare, più una manciata di bar trappole per turisti.

ex convento betancuria

Uscendo dal paese, noterete sulla destra, i resti di un bel convento, quello che un tempo era il Convento Franciscano San Buena Ventura, per i francescani che erano giunti alle Canarie per evangelizzare la popolazione locale. Da lì parte la salita, e sul valico prima di scollinare, vi trovate di fronte a due enormi guerrieri.

I due guerrieri a guardia di Betancuria

guerrieri betancuria

Qual è la storia di queste due statue alte 4 metri?

Quando i Normanni arrivarono sull’isola nel 1402, la trovarono divisa in due Regni. Debilitati dai continui scontri, i sovrani dei due regni non riuscirono a difendersi dagli invasori, nonostante l’alleanza contro l’invasore spagnolo, e dovettero arrendersi. I nomi dei due sovrani, Guise e Ayose, furono addirittura cristianizzati in Luis e Alfonso. La capitale a metà dei due territori era appunto Betancuria. Nel 2008 si è deciso di rendere omaggio a questi due grandi guerrieri, con due statue gigantesche.

Di fronte ai giganti, dall’altra parte della strada, una delle cose che più mi è piaciuta dell’isola: il Mirador Morro Velosa. Ci siamo avviati con la nostra macchina lungo la stretta salita senza sapere cosa ci aspettasse e siamo rimasti a bocca aperta. Una costruzione che contiene un piccolo museo, un bar, ma soprattutto una terrazza panoramica dalla quale si vede tutta l’isola e la piana di Antigua. C’è la parte al chiuso (tira molto vento) e quella all’aperto, che gira intorno all’edificio. Da mozzare il fiato! Chiuso la domenica e il lunedì, come molti musei.antigua vista da lontano

Ecco la vista dal Mirador Morro Veloso, in fondo si vede Antigua

Antigua

Siamo nel cuore dell’isola e questa cittadina è una sorta di snodo viario che collega più direttrici, in un’ampia zona pianeggiante. La cosa per cui è famosa sono i mulini: ce ne sono alcuni molto belli e ben tenuti. Servivano soprattutto per la lavorazione del gofio, un alimento che si ottiene tostando alcuni cereali (grano e mais).

visitare il mulino di antigua

C’è pure un mulino visitabile dentro al Museo del Queso (=del formaggio): il Molino de Antigua (non so se sia vero o ricostruito ad uso turistico, è comunque bello).

molino de antigua

Il museo del Queso è un piccolo museo che mi sento di consigliare. Perchè? innanzitutto è gratuito, e poi si visita velocemente: è composto da 3-4 sale che raccontano le caratteristiche morfologiche e climatiche dell’isola, nonché come si fa il formaggio Queso Majorero DOP, le diverse razze di capra, e tante altre curiosità. C’è anche un piccolo negozietto dove comprare ottimo queso majorero e la segnalazione delle aziende migliori che lo producono. La struttura fa parte di una rete museale dell’isola, con piccole realtà che vogliono far conoscere meglio le attività artigianali del territorio.

Bella anche la chiesa principale con i mattoni rossi, tipici della zona.

chiesa di antigua

Tuineje

A questo punto ci siamo incamminati sulla strada del ritorno, passando da un minuscolo gruppo di case chiamato Tuineje, ancora una volta, fra un bar e qualche negozio, una deliziosa chiesetta si fa notare.

Nel prossimo post parlerò anche della costa e delle famose dune di Corralejo.

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